ITALIA – FOTOGRAFIA IN POLAROID DELLA CONDIZIONE P0ST-PANDEMIA

Leggiamo sui media le notizie di oggi: La tragica caduta della cabinovia del Mottarone; la morte dei “Migranti” in mare e la tragedia dei marocchini sulle spiagge spagnole; la violenza sulle donne dei 4 giovani in Sardegna (Grillo) e il professore arrestato per stupro continuato sulle ragazze in cerca di lavoro; crisi del PD; smembramento del Movimento 5Stelle; Magistratura politicizzata e loggia Ungheria; mondo di Palamara e orrori dei processi che non si fanno per sopraggiunta Prescrizione; Pandemia e povertà conseguente; Vaccini in tutto il mondo; Coprifuoco e limitazioni di libertà; Mafia e delinquenza minorile; etc. etc.

Certo oggi viviamo un momento molto difficile; il mondo intero è in subbuglio ed in rimescolamento continuo dei principi umanitari; impera nel mondo in generale (in USA in particolare) lo straripante primato della “Finanza” che vive anch’essa un infuocato periodo di enorme difficoltà a causa della crisi globale dei popoli (Pandemia e guerre ormai alle porte di casa) e della rivoluzione telematica in esplosione (il mondo del WEB si sta impadronendo delle nostre anime e condiziona oramai la nostra vita). La Democrazia vacilla sotto i colpi del populismo becero e dei DPCM; regna lo sgomento in gran parte del popolo. Aspetti questi che impediscono al ceto medio ed al ceto meno abbiente di tirare avanti come deve essere in un mondo democratico, vive distrutto perché senza speranze ed ideali.

Stiamo vivendo oggi quello che una dozzina di anni fa ritenevamo impossibile. Stiamo toccando con mano il disagio e guardiamo scorrere sotto di noi gli eventi che alimentano la crescita della paura incalzante. Oltre alla gigantesca disoccupazione (per lo più giovanile) vediamo crescere la povertà dilagante su tutto il ceto medio ed incalza il terrorismo straripante sul nostro territorio in arrivo dal Medio-Oriente.

Siamo colpiti dalla mancanza di economia attiva ed attoniti guardiamo scorrere ogni ora stille di terrore dai “Media” e dai “Social” con immagini di morte e desolazione in mare per l’invasione dei “Migranti” e degli emarginati del Sud-Est veicolati dalle ONG coinvolte nel traffico di uomini; constatiamo il bisogno di assistenza delle genti e ci rendiamo conto dell’enorme costo per la regolazione delle migliaia di disadattati; dal Governo piovono le Assistenze a pioggia su tutto (anche su ciò che risulta inutile e dannoso); la Cassa Integrazione in esplosione; il Reddito di Cittadinanza estorto ed inefficace; le Indennità di Disoccupazione ed i costi della Burocrazia e delle inefficienze.

Tutto questo ha logorato e logora ancora le casse della previdenza (INPS) che non regge più il gravame delle pensioni (beato chi ce l’ha); i partiti Politici sembrano condomini rissosi ed incapaci di trovare soluzioni e pensano di risolvere il grave problema della comunità con l’adozione del “Taumaturgo” di turno e si inventano l’idolo Draghi che risolverà tutto. I partiti e la politica sono in “tilt”e non capiscono che neanche “Mandrake” potrà fare nulla se non è la Democrazia che pone le basi per una rinascita della “Politica Vera”.

Abbiamo tutte le ragioni per provare angoscia per il futuro e vivere un momento di panico sociale. Ogni giorno vediamo immagini di guerre e devastazioni dalle Americhe al Medio Oriente; neanche il “clima” ragiona più a causa dell’inquinamento globale e del riscaldamento del Pianeta che imperversano sulle nostre città fatte di cemento e asfalto e mal mantenute (Roma, Meridione, spazzatura, degrado etc.). Neanche la fede ci sorregge più come ci sosteneva ieri ed anche la Religione sta cambiando.

Intorno a noi vediamo assetti politici in sfacelo ed i partiti liquefatti e mancano i “leaders”carismatici. Corruzione e malaffare albergano ovunque (mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita etc..), le strutture dirigenziali dell’organismo pubblico sono guaste e deformate dai ladrocini e dalle concussioni. Tutti rubano ed usano il potere pubblico per interessi privati.

Siamo alla fine del percorso democratico dell’Italia??

Di certo intorno ai cittadini aleggia una grande disperazione e si va avanti tra mascherine, vaccini, coprifuoco, distanziamento sociale e privazioni di ogni genere. Sembra che il popolo non se stia rendendo conto della gravità in cui ci troviamo e aspetta la venuta del “Messia” per sistemare le cose……che non viene mai perché non esiste. Brutto clima questo che apre la visuale sui tragici destini del passato da dimenticare come le oligarchie e fascismi o comunismi che sono due facce della stessa medaglia.

Stiamo per cadere nelle Oligarchie??

No…..non stiamo cadendo!! Di sicuro subiremo ancora una ondata di repulsione a causa della irrisolta criticità politica (mancanza di votazioni) che apre agli ipotetici governi di “emergenza o tecnici” che non faranno altro che aumentare il Debito Pubblico creando sicuramente nel Popolo la voglia di ricostruire i valori fondanti della vecchia Democrazia, quella dei nostri padri, quella Democrazia che sicuramente non rappresenterà il miglior sistema di governo ma che è sicuramente il metodo di governo “meno peggio” di qualunque altro sistema. Questo viene dimostrato dai posti nelle graduatorie mondiali del benessere dei popoli del Pianeta che sono riempiti ai primi venti posti quasi esclusivamente dalle democrazie. Il tarlo che rode la società in questo clima è ben rappresentato dalle parole del giornalista e poeta Corrado Alvaro nella prima metà del secolo scorso che scrisse:

“La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia perfettamente inutile”.

Pare che nella disperazione oggi ci siamo. Come ne usciremo? Quando sorgerà l’alba di una ricostituzione dei valori di ieri ad oggi purtroppo scaduti?? Quali personaggi verranno a tirarci fuori dalle secche di questo inizio secolo?

Con coraggio, la classe dirigente di oggi, deve trovare la temerarietà col voto di saper affidare la guida del treno della Politica cercando quella Democrazia che è il nome che diamo al Popolo ogni volta che abbiamo bisogna di lei. Questa nuova Democrazia dovrà marciare su due binari paralleli orientati verso il futuro costituiti in parte preponderante dai giovani e dalle donne.

Bisogna convincersi che solo loro (giovani e donne) con il loro talento, ardimento e voglia di cambiare sapranno immettere nelle future leve della politica e del lavoro (ormai composto da un mondo globale e assuefatto) il seme della vera libertà; quella fatta di scelte e di ripristino nei nostri vecchi animi di quella dirittura morale e principi che ci dovranno far tornare a scandalizzarsi davanti alla disonestà, al furto, allo spreco, ai falsi privilegi mascherati da servizi pubblici, agli opportunismi vari di tutte le categorie e dalla prevaricazione, la mancanza dei quali apre autostrade del malaffare alla Delinquenza mondiale organizzata ed al serpente della disonestà.

Per primo perché deve nascere una nuova pianta, la vecchia struttura appare ahimè indeformabile ormai. Per secondo perché solo un nuovo virgulto può essere plasmato a nuovo ed indirizzato in “alto…molto in alto”. A volte non aver memoria delle cose passate (quelle tristi e malevoli) serve ad immettere aria fresca, invettiva, genio ed ardore.

Nei vecchi frustrati di oggi non troviamo più la stessa forza di ieri quando, dopo la distruzione bellica, sono stati capaci di ricominciare un percorso che in uscita dalle tragedie della seconda guerra mondiale ancorché aspro e difficile e che li ha visti impegnati dando tutto di sé stessi per creare l’imperfetto mondo di oggi fatto di tanti pregi e difetti oggi in declino.

Il popolo di oggi si è arreso e vive come non piace a nessuno e adagio, adagio si è assuefatto alla realtà ed ha chinato la testa, Solo il Volontariato regge in piedi essenziali servizi che lo Stato non riesce più ad erogare. Infatti non andiamo più a votare perché non sappiamo a chi dare la fiducia. I Partiti al Governo sanno che se si va a votare perderebbero e senza avere il consenso della maggioranza del Popolo, si abbarbicano alla sedia di Governo con mille e un espediente. Mentre l’opposizione “Vuole ma non può”. Intanto il Debito Pubblico sale, il Pil scende, la disoccupazione cresce a dismisura, le aziende ed il commercio chiudono le loro attività e muore la iniziativa, il Turismo va altrove etc., così il talento si assopisce e la Cultura si ferma.

Disse Marcel Proust: “La vita è un bene perduto se non la vivi come avresti voluto”. Bene noi oggi pare che abbiamo rinunciato a vivere il futuro, i giovani e le donne no!

È vero che ogni gruppo sociale ha il “Governo” che si merita, ma oggi nelle urne degli appuntamenti importanti che verranno, quelli che decideranno i politici che dovranno trainare il gravoso fardello della conduzione pubblica futura, mettiamoci i giovani e le donne e diamo ai saggi pensionati inutilizzati e pieni di esperienza e capacità, il ruolo di orientamento e controllo del mantenimento della rotta sociale. Questo perché se vogliamo che la Democrazia funzioni, occorre che la maggior parte della gente sia onesta…….e in Italia giovani e donne lo sono certamente.

Di questo immenso bene: I Pensionati ed il Volontariato assieme a donne e giovani lo Stato, qualunque esso sia, non può farne a meno.

Antonio Moretta

(26.05.2021)

Tra Politica e Sociale Privato esiste una differente velocità di progresso.

(dove stiamo andando? – Come sta cambiando il mondo sotto i nostri piedi? – Cosa fare?)

Nel 1975/80 per parlare telefonicamente dal paese di Varco Sabino in provincia di Rieti (o da qualunque paese della periferia delle grandi città) a Roma bisognava andare al “Posto Pubblico” della SIP, prenotare la chiamata ed attendere la possibilità di collegamento (aspettando a volte oltre un’ora e facendo la fila di molte persone). Da un lato era bello per il rapporto umano che si creava tra gli astanti (tutti sapevano tutto di tutti) ma per l’efficienza del sistema comunicativo eravamo i trogloditi della comunicazione con spreco di tempo ed energia sociale enorme.

In quegli anni la informazione sui fatti e sugli eventi della nostra vita avveniva prevalentemente attraverso due canali: la Televisione/Radio e la Stampa (Giornali, riviste, libri etc.); ovvero tutto veniva filtrato da “intermediari della comunicazione (giornalisti, scrittori opinion maker, capiredattori etc.) solo pochi eletti potevano avere contatto diretto con gli “attori della comunicazione”.

Si filmava in celluloide con apparecchi a valvole e marchingegni meccanici sofisticati (cineprese e macchine foto) con sviluppo della pellicola in ambienti specializzati (Kodak, Ferrania etc.) e l’archiviazione dei dati e dei fatti (immagini) era costosissima se in carta e molto laboriosa se in celluloide. La qualità delle immagini era scadente e sfuggevole nel tempo. Lo svago informativo era rappresentato dal “Cinema” e da alcune trasmissioni televisive (Soap Opera).  Il sistema delle comunicazioni risultava scarso ed inefficiente che non teneva il passo con le esigenze del tempo ed il mondo in evoluzione. Le lungaggini diventavano un ostacolo insormontabile per le esigenze di sicurezza, trasparenza e di difesa delle idee e dei popoli. Le industrie, in un mercato sempre più globale, avevano bisogno di una maggiore velocità di collegamenti per scambiare il mare di informazioni di cui necessitavano. Gestire una filiale estera era una impresa titanica.

Dai paesi più evoluti (Usa e Russia) per motivi quasi esclusivamente militari vennero inviati satelliti in orbita che costituirono una rete di comunicazioni planetaria chiamata “WWW” (dal significato di ragnatela intorno al mondo “World Wide Web”) e formata da grandi “Server” (Servitore, è un componente informatico, tipicamente un grosso computer che fornisce un qualunque tipo di servizio attraverso una rete di computer collegati alla velocità prossima a quella della luce oggi tra i più importanti ci sono: Google, Yahoo, Tiscali e altri).

Oggi parlare di come si viveva cinquant’anni fa diventa un tuffo nel medioevo, invece è passato solo un soffio di vita. Coloro i quali rappresentavano la classe dirigente di ieri sono ancora oggi in vita ed in parte inseriti come dirigenti nei gangli della struttura sociale e politica di oggi. Se non hanno avuto possibilità di emanciparsi ora sono diventati obsoleti.

Negli anni sessanta venne un signore americano tale Jack Kilby della “Texas Instruments” (USA) che inventò il “Micro Chip al Silicio” ovvero il primo circuito integrato che dette origine alla rivoluzione del sistema delle Telecomunicazioni. I meccanismi e gli apparati che servivano per fare funzionare i primi calcolatori elettronici a disco ed a nastro magnetico, ieri, occupavano una o più stanze. Oggi la stessa funzione si svolge attraverso un “Elaboratorino tascabile” (I-Pad o I-Phon).

Oggi chilometri e chilometri di cavi in rame sono stati sostituiti con la “Fibra Ottica” e l’efficienza e velocità di scambio del sistema ottico rispetto all’elettrico di ieri è migliaia e migliaia di volte superiore e velocissimo. Basta pensare che tra l’America e L’Europa sono stati posati cavi sottomarini in fibra ottica per migliaia di chilometri (nel 2002 circa 250.000 Km.) che saturano il fabbisogno di scambio di comunicazioni via terra tra i due continenti.

L’avvento del “PC” (Personal Computer) e dei suoi rapidi collegamenti con I-Phon, I-Pad etc., la velocità degli scambi di informazioni e spostamenti, l’accesso rapido alle informazioni con i telefoni cellulari e tutto ciò che ne è derivato; hanno costituito la molla che ha innescato un generale progresso tecnico ed economico dalle proporzioni inimmaginabili che ha avvicinato i popoli di tutto il mondo scambiando usi e costumi oltre che informazioni, cultura merci e mercati e tutto alla velocità della luce (300.000 Km. al secondo)

Il microchip di un computer (Scheda madre) di oggi ha una capacità di memoria di centinaia e migliaia di “Giga Bit” (un Giga Bit equivale a un milione di posizioni di memoria). Oggi in una semplice “Pen Drive” (scatoletta di memoria portatile grande quanto un polpastrello di dito mignolo) si possono archiviare anche diecimila fotografie o migliaia di documenti, mentre ieri servivano molti armadi e raccoglitori e tanta, tanta carta deperibile e personale impiegatizio.

Sono in corso studi approfonditi e vicini alla definizione di “Micro Chip” particolari che oltre al Silicio e Carbonio utilizzano il “Grafene” (costituito da un solo strato di atomi di Carbonio). Lo studioso inventore è l’ing. Michele Tamagnone (italiano) che opera presso il laboratorio Juan Mosig in Ginevra (CH) ed il suo Chip, filtrando le onde magnetiche, fa passare solo quelle interessate e blocca le altre. L’efficienza di questo sistema, una volta utilizzabile in maniera standard, aumenterà immensamente la velocità delle attuali comunicazioni, mantenendo la riservatezza dei dati e le quantità di archivio dei dati stessi.

A questo punto viene da domandarsi: “Ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è diventato un altro?? No!……. Non è lo stesso! “. Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale e politica ed il popolo che, senza accorgersene, viene sistematicamente ed opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia ed hanno moderne cognizioni tecnico-gestionali. È avvenuta ed è in corso una vera e propria rivoluzione incruenta, che viene definita: “la quarta rivoluzione sociale” dopo la terza di Jeremy Rifkin.

Sono stati realizzati i “Social Network” (Facebook, YouTube, Instagram etc.) che hanno creato la informazione diretta (senza l’intermediazione dei canali informativi tradizionali) che ora hanno l’obbligo di aggiornarsi pena la loro obsolescenza. Oggi il giornale si legge sul Computer e le notizie nei comunicati diretti e giornalieri (addirittura sui cellulari scorrono le notizie ora per ora, minuto per minuto). Molto bisognerà fare per regolare il settore questo è certo ma ormai il nuovo sistema dell’informazione ha velocizzato le comunicazioni e cambiato l’intero mondo informatico e le nostre abitudini.

Oggi per dirigere una azienda o contattare un fornitore non è più strettamente necessario andare ogni giorno in ufficio, attendere periodicamente i dati dalle filiali per dar direttive, spedire una lettera ed attendere la risposta prima di replicare. Oppure effettuare estenuanti e lunghi viaggi per incontrare dirigenti o famigliari e mercati o rappresentanze locali per collocare le merci. La necessità di avere i mercati di approvvigionamento o acquisto vicino per abbattere i costi di trasporto, ricevere un pagamento o fare un bonifico alla posta o alla banca etc. è diventato assolutamente indispensabile ma è divenuto e normalissima “routine”.

Oggi con le “APP” (Applicazioni generalizzate per i Computers) necessarie al lavoro o allo svago sono semplicemente ottenute attraverso semplici collegamenti computerizzati. Automaticamente si è messo in collegamento tutti i Computers di tutto il mondo ed in “Tempo Reale; si fanno le videoconferenze tra aziende distanti migliaia di chilometri, bonifici o accrediti istantanei, acquisti e vendite in WEB, scambio di notizie o rapporti interpersonali in video-diretta, foto e film con sistema digitale istantaneo con possibilità di fornire variazioni all’ultimo secondo, disporre di ogni vocabolario necessario o traduzioni istantanee in ogni lingua, parlarsi vedendosi sugli schermi dei veloci mezzi di comunicazione “Desk-Top” etc.

In buona sostanza oggi il tempo per agire e per pensare si è drasticamente ridotto e l’efficienza è aumentata a dismisura raggiungendo valori giganteschi ieri impensabili. Il progresso cammina alla velocità supersonica dei Jet, dei Droni e della Fibra Ottica ed il lavoro di fatica dell’uomo vien trasferito prevalentemente ai Robot”. Il modo di lavorare sta diventando “Smart Working” (lavorare stando a casa) con dimezzamento degli spostamenti.

Tutto questo succede mentre la burocrazia ed i sistemi di collegamento di alcuni apparati dello Stato procedono ancora (specie nelle periferie) a passo di lumaca. Sta sparendo l’artigianato ed il piccolo commercio a favore della crescita esponenziale dei supermercati, dei centri commerciali, degli “outlet”. Oggi si compra via “Internet”, si prenotano viaggi, crociere, teatri e cinema, si chiamano taxi, si spostano valori via Internet in simultanea etc., via etere o cellulare. Sta morendo la lettera commerciale ed è già morta la cartolina postale. L’uso della cartamoneta sta diminuendo sostituita dal denaro magnetico (carte di credito, Smart-card etc.), la banca vecchia maniera è al collasso perché le operazioni oggi si fanno in “Home banking” o per telefono cellulare, i nostri “Call Centers” con i quali oggi parliamo sistematicamente, sono a Singapore o in Cossovo o altrove). Abbiamo già dato l’addio alle signorine del centralino di ieri.

Spesso chiediamo informazioni al telefono a dei “Robot parlanti” o siamo diretti in auto da Sistemi satellitari tipo “Google Map”. Le nostre auto parcheggiano da sole e nel futuro prossimo avremo la guida automatizzata in autostrada; la spesa la faremo con i Robot del frigorifero collegato ai fornitori via Computers. Insomma il mondo è in evoluzione rapida ed inarrestabile.

Sorgono altre domande: “Ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è un altro? La risposta è No!  Ancora:” Ma noi siamo gli stessi?”. Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale, anche noi del popolo stiamo mutando. Il sociale è opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia cambiandola ineluttabilmente. È avvenuta una vera e propria rivoluzione incruenta ma inesorabile. Oggi è possibile con “Skype” collegarsi con l’isola di Mauritius piuttosto che con Boston (USA) in diretta ed è possibile parlare in video con chi è seduto dall’altra parte del mondo (Videoconferenza) ; trasferire fondi o ricevere pagamenti a vista, firmare un contratto o recitare congiuntamente con l’interlocutore un copione, assistere in diretta a qualunque evento trasmesso dai “Mediae che sta avvenendo all’altro capo del mondo (Sport, Concerti, eventi politici o culturali ed avvenimenti in genere).

Capita di vedere in televisione in occasione di qualche telegiornale la sala del parlamento, mentre l’Onorevole “X” sta parlando, si vedono chiaramente uno o più signori seduti sotto lo scanno della Presidenza che battono i tasti di una macchina (simile ad un pianoforte) secondo un sistema di “Stenografia Meccanizzata” che sta registrando le parole dell’intervento. A parte la specializzazione dell’addetto e il costo esorbitante che tale personaggio rappresenta sul groppone del cittadino, della quantità degli addetti a questo mestiere e dell’enorme tempo necessario a compiere la registrazione (fanno un massimo di 2 ore ciascuno e guadagnano quanto 10/15 operai specializzati); sorprende come nonostante esistano grandi e moderni mezzi di comunicazione, che il mondo adopera, noi ancora registriamo i discorsi su carta su base interpretativa di un addetto alla funzione. Il cui testo “diventa Legge” anche se le parole dette in diretta qualche volta sono diverse. Ciò avviene senza poter cogliere le sfumature di un discorso che spesso sono più importanti della grammatica utilizzata. Oggi questo è intollerabile e mostruosamente costoso. Pensare che tutta l’attività svolta in Parlamento, per esempio in un mese, è registrabile su una “RAM” (acronimo di Random Access Memory ovvero memoria di accesso casuale) grande come un pacchetto di sigarette e trasferibile alla bisogna in tutto il mondo in frazione di secondi, inalienabile e consultabile tutte le volte che si vuole. Riscontrare questo rattrista il cittadino pensando che esistono sistemi che trasferiscono i discorsi verbali automaticamente su carta (alla bisogna). In ambienti privati d evoluti si detta al microfono una lettera o un atto notarile e il Computer stampa il documento (non occorre scrivere). Mille esempi di questi si possono fare per dimostrare l’arretratezza dell’impianto Statale rispetto alla modernità che avanza a grandi passi. La mente di tutti corre agli uffici pubblici: i Commissariati, i Posti di vigilanza, i Tribunali, gli Uffici Comunali e regionali etc.

Viviamo con gli “Iter” e princìpi costituzionali che derivano dalla nostra meravigliosa Costituzione dei grandi “Padri Fondatori” ma che tra poco avrà oltre cent’anni di anzianità. È stata magistralmente concepita al tempo in cui ci si muoveva con i cavalli e le carrozze e che logicamente richiede degli aggiornamenti che la Politica oggi non riesce a produrre in maniera autonoma. Sono cinquant’anni che i Governi che si succedono non riescono a generare in Parlamento un testo approvato. Gli sforzi di alcuni vengono vanificati da altri attraverso Referendum, ricorsi al TAR, Consiglio di Stato, Cassazione, Corte Costituzionale, Italia Nostra, Sindacati, Fai, “NoTav”, Centri Sociali e mille altri Enti, Uffici e Partitini vari. I contrasti vengono da tutte le parti perché ognuno non vuole che l’altro passi alla storia come l’eroe che è riuscito a cambiare la Costituzione o promulgare una Legge-Quadro

Purtroppo oggi la Politica viene da tutti intesa non come “L’arte nobile dell’agire per conto del popolo e nel suo interesse”, ma bensì come l’obbligo di non far fare quello che il Governo in carica vuol fare” e sistematicamente “Fare di tutto per mandarlo a casa”.

Una volta poi che l’oppositore viene rieletto al Governo, fa di tutto perché non si approvi nulla ed agisce come un crociato che abbia il compito di mandare a casa l’avversario politico al Governo anche alienando tutto ciò che il precedente ha approvato, questo senza analisi critica.

Sorge spontanea una domanda: “ma al popolo chi ci pensa e quando?” Ecco che chi può si ammoderna in contatto con il mondo esterno e chi è costretto a seguire il carrozzone pubblico arretra ogni giorno di un passo rispetto al mondo che lo circonda e che avanza.

Intanto il lavoro manca, i giovani scalpitano e non trovando impiego vanno all’estero e spesso incappano in guerre fratricide e interne, esondano poveri derelitti (Migranti) desiderosi di assaporare la libertà e la dignità del mondo occidentale; ciò spesso comporta malauguratamente rischio di morte. Questi derelitti vengono nella nostra Italia per invadere speranzosi anche l’Europa. Gli industriali o coloro che dispongono di mezzi, certamente non investono in una nazione arretrata perché senza certezza di Giustizia e di pena dopo sentenza e per le regole obsolete e ridondanti di orpelli burocratici e incomprensibili (per fare una semplice dichiarazione di redditi occorre lo specialista e non si sa mai se essa si fiscalmente corretta oppure impugnabile). Tutto è in attesa da anni ed anni; per avere una sentenza civile in un contenzioso passano lustri. Gli operatori economici del mondo “non investono oppure vanno via dall’Italia verso siti più economici e stabili”.

Il rapporto sindacale e la Giustizia del lavoro, così come sono oggi, andavano bene 50 anni fa. Oggi in clima di crisi generalizzata con la disoccupazione alle stelle, con la crisi bancaria e finanziaria (per cui mancano finanziamenti e liquidità), con lo Stato che non fa più da decenni serie opere di infrastruttura ed investimenti adeguati, è destinato alla demolizione; non va più bene così com’è e tutti ormai se ne sono accorti, “tranne i Partiti”. Il popolo chiede un adattamento alla realtà del mondo che cambia. La risposta del sociale è fatta di scioperi e richieste di diritti impossibili da mantenere quando le aziende che non guadagnano chiudono e gli industriali vanno via (Marchionne, Alitalia, Acciaierie, e Fiat sono esempi di distruzione economica).

Va rimarcato che gli Enti e le società parastatali che non fanno reddito sono inesorabilmente destinate al fallimento voglia o no il Partito di riferimento questo succederà. Il lavoro nero, il caporalato in campagna, l’aumento della delinquenza (purtroppo chi ha fame si procura da mangiare con ogni mezzo) tolgono la possibilità di operare in questo mondo che non ha regole chiare in cui chi opera in correttezza è sovrastato da chi fa illecita concorrenza perché non paga i contributi o si avvale di clandestini, che non fa le dovute dichiarazioni fiscali etc. Per non parlare di Camorra, Ndrangheta, Mafia etc., che oltre alla loro imposta corruzione, intimidiscono le Istituzioni e gli esercenti stordendo il povero cittadino con concussione, pizzo, vessazione etc.

Un tema di grande importanza è rappresentato dal caso dell’esercito di” Pensionati ancora validissimi e disponibilissimi a lavorare, pregni di esperienza nel singolo lavoro che invece vanno a passeggiare il cane ai giardinetti, quando in loro alberga una capacità ed esperienza gigantesca (Mamma mia che grande spreco). Altro caso di errore sociale è rappresentato dal danno voluto dal Movimento 5Stelle che ha imposto il “Reddito di Cittadinanza” che, oltre a rappresentare un costo esorbitante per la socialità, sta abituando la gente al NON LAVORO. Ci vorranno anni ed anni per tornare ai livelli occupazionali del passato.

Ora è tempo di parlare di RIFORME per adeguare la nazione al futuro che ci aspetta puntando al rilancio del lavoro e della produzione. Ci sono mille proposte legislative per riproporre questi temi, si sentono mille illustri politici, giuslavoristi, improvvisati datori di lavoro, professori universitari di grido, specialisti delle consulenze, etc. parlare di ipotesi di rilancio e tecniche di assunzione sofisticate (Voucher e Reddito di Cittadinanza docet) per aumentare i posti di lavoro. Ognuno pare abbia una formula risolutiva, il Governo pasticcia, mille leggine e decretucci invadono le Commissioni Governative con  rilancio nei Media che prevedono norme attuative che si alternano bocciandosi una con l‘altra. Passa il tempo e la crisi rimane aggravata dalla Pandemia del Covid-19 e sue conseguenze intanto la disoccupazione aumenta, il PIL non cresce e rimane strisciante e generalizzato il malumore che alimenta il “Populismo” di coloro che sulla crisi ci vanno a “Surf” come alcuni partiti che amano sguazzare nelle difficoltà del paese.

L’accrescimento dei posti di lavoro si crea sia con provvedimenti dello Stato che, per la maggior parte, azioni e programmi del Sistema Privato. Lo Stato impegna il denaro dei contribuenti il Privato invece il proprio. L’aumento dei posti di lavoro dello Stato è quasi sempre seguito da un aggravio di Tasse sul povero contribuente; mentre sono i posti di lavoro privati la vera ricchezza per tutti.

Il compito dello Stato deve essere quello di migliorare la spesa utilizzando la emissione di prestiti (BOT,CCT etc.) e gli interventi Europei (Recovery Plan etc.) per realizzare opere infrastrutturali e spese per investimenti produttivi, non certo per assistenze passive e oneri sociali.   Infatti i fatturati del maggior lavoro prodotto dalle imprese (pubbliche e private) accrescono il PIL Nazionale, ed automaticamente creano un giro di affari diretto (Privati) ed indiretto (lo Stato), creando la liquidità per pagare le contribuzioni pubbliche (Inps, Inail etc.) aumentando gli investimenti ed i servizi (trasporti, sociali, etc.) e dando lavoro a moltissime altre aziende del loro “Indotto”. E’ stato sperimentato che il lavoro non si crea con il Reddito di Cittadinanza o con le assistenze gratuite.

Ogni iniziativa del Governo quindi deve essere orientata a sviluppare in prevalenza il settore privato formato da milioni di imprenditori, fabbriche, lavoro autonomo, Partite IVA, Artigiani, attività agricole etc. oltre che le opere pubbliche produttive. Si ma come ??  Togliendo lacci e lacciuoli all’intrapresa pubblica e privata, complicazioni burocratiche ed intralci, corsi e ricorsi di chi agisce solo per intralciare il lavoro a chi vuole intraprendere; questo agevolando il credito bancario, le infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti etc.) ed abbassando il regime di tassazione (Quello Italiano è tra i più alti d’Europa), ovviamente semplificando la burocrazia, riducendo il cuneo finanziario sul lavoro dei dipendenti (oggi troppo elevato) creando il dialogo col sindacato e non l’urto (sia il Sindacato che il Padronato hanno e devono avere lo stesso obiettivo: “La salute economica della Azienda”). Non esisterà mai un buon imprenditore che faccia a meno di una sua maestranza qualificata; se ne ha di bisogno se la coccolerà sempre. Va tenuto conto che le società private che operano in Italia si misurano in milioni di entità numerica ed anche un lavoratore assunto per cadauna società formerebbe milioni di assunzioni. Le imprese hanno bisogno solo di una cosa: LE COMMESSE DI LAVORO”. Ottenuto questo loro sanno come lavorare e trarre profitto non lo sa né il sindacato né lo Stato.

Se lo Stato incassa dall’Erario 100 Euro (a titolo rappresentativo) e spende più di 100 Euro, non avrà mai possibilità di investire. Dato che è quasi impossibile incassare di più (aumento delle tasse) non rimane che spendere meno ed in maniera più razionale facendo solamente investimenti produttivi. Bisogna abbattere costi, migliorare la qualità dei servizi al cittadino, eliminare le ridondanze, ottimizzare la spesa cercando recuperi e qualità migliori del personale dipendente (valutare il merito e non l’appartenenza), togliere le scorie come Enti e Società inutili o Assistenze Parassitarie, eliminare le sacche di inefficienza, combattere davvero la delinquenza ed i parassiti di Stato ma soprattutto riformando la Magistratura eliminando le sacche di politicizzazione.

Questa sembra possa essere l’unica strada percorribile. Ogni recupero economico-finanziario proveniente da questi atteggiamenti virtuosi dello Stato, deve trasformarsi in opere ed investimenti. Bisogna cambiare il sistema degli appalti modificando il criterio della “miglior offerta a ribasso” e valutando l’offerta migliore (valutazione tecnico-economica e temporale migliore) per l’amministrazione dello Stato (l’offerta più bassa agevola chi non paga le tasse, chi fa lavoro nero e che intrallazza e fa sleale concorrenza trovando ogni espediente per poi non rimettere, anche corrompendo e imbrogliando).

Ad esempio se una opera pubblica (Es. un ospedale) che comporta un investimento di 100 Euro, diventa Appalto per terzi, rientrerà allo Stato una somma enorme (forse intorno al 70% dell’importo stanziato). Questo recupero avviene in forme varie:

-Contribuzioni previdenziali ed assicurative sul personale direttamente o indirettamente coinvolto (sub appalti e forniture) con l’opera da costruire;

-La spesa di ciascun lavoratore impegnato nel lavoro (consumi);

-IVA sugli acquisti e sulle vendite anche dell’Indotto;

-Trasporti (autostrade, bolli, carburanti etc.);

-Affitti, Consulenti, istruttori, medici etc.;

-Materie Prime (acciaio, legno, materiale elettrico etc. su cui grava IVA e trasporto che in parte tornano allo Stato secondo la equazione (guadagni=reddito=tasse);

-Combustibili per forni, mezzi di cantiere e privati d’impresa ed altro ancora (accise e tasse).
-Salari e stipendi che in fine diventano spese delle famiglie con incremento di produzione e consumi per tutti.

È ovvio che aumentando il PIL nazionale scende il peso percentuale del debito pubblico migliorando i rapporti internazionali sulla valuta, sui valori delle quotazioni con benessere per tutti e con maggiori consumi. Nel tempo il famoso SPRED si abbasserà fino a diventare “O”.

In buona sostanza si dovrà cambiare obiettivo primario dei legislatori spostandolo sulla “Creazione di Commesse” per gli imprenditori pubblici e privati, italiani o stranieri che operano in Italia o italiani che operano all’estero (gli esportatori come moda, vini, etc.). Non va dimenticato che l’Italia ha Ambasciate e Consolati in gran parte del mondo e, tra gli altri compiti nobilissimi ed importanti, gli Ambasciatori devono avere come umile obiettivo quello di promuovere, agevolare ed assistere gli uomini delle imprese italiane ed i loro prodotti importati nel paese estero. Le esportazioni dei nostri prodotti sono il toccasana per le nostre industrie e per l’“Italian Style”.

Il cambiamento avvenuto in tutti noi e nelle nostre abitudini in questi ultimi 50 anni, non è avvenuto purtroppo nella burocrazia dello Stato che ha mantenuto procedure barocche ed obsolete che vanno smantellate ed in parte sostituite da sistemi moderni rapidi ed efficaci (abbiamo in Italia oltre 100.000 leggi e leggine contro la media di circa 40.000 degli altri paesi europei). Pensiamo per un momento ai tribunali (sistemi di registrazione, di archivio, di scritture etc.), agli ospedali, ad alcune strutture civili e militari inutili, alle Regioni che vanno trasformate in Macroregioni (non più di 10/12 in totale). La Basilicata è Regione con pochissimi abitanti di cui la metà sono dipendenti pubblici o di società partecipate dallo Stato. Pensiamo alle Provincie (che vanno eliminate per davvero per lasciare il posto ai consorzi di città), alle società partecipate dei comuni (ricettacolo di ex politici trombati e amici di amici), Ministeri (massimo 10) e strutture ministeriali da ridurre drasticamente (auto blu, portaborse, galoppini, consulenti, custodi museali, forestali, lavori socialmente utili, etc.), falsi Istituti di formazione (stipendi per ex sindacalisti inesperti e corrotti), Cnel (doppione delle commissioni parlamentari), Centri Sociali che di sociale non hanno niente e che sono abili formatori di manifestazioni violente. Volontariato finto che non è volontariato ma assistenzialismo e basta (senza nulla togliere agli eroi messi in campo nelle disgrazie recenti come Pandemia, Terremoti ed Alluvioni etc. etc. e le tante ONG eroiche esistenti che sono un orgoglio nazionale) etc.

A questo punto il Parlamento va ridotto ad un massimo di 100 Senatori e 200 Onorevoli. I Partiti dovrebbero parlare di questi esposti temi giganteschi piuttosto di chi sarà il segretario del PD o di Berlusconi si o Berlusconi no, di Emiliano se vincerà o no le primarie del PD, se il padre di Renzi sarà implicato o no nel Roma-Capitale, se Fini farà la fine del sorcio o tornerà in Politica, cosa faranno Tizio e Caio con il loro nuovo partito, dei partitini che nascono come i funghi etc…etc, Cose queste che non finiranno mai di annoiare il popolo e distaccarlo sempre più dalla Politica, mentre il “Mondo Globale” va verso il Futuro e noi scendiamo sempre più in basso nella graduatoria delle nazioni più industrializzate dove una volta eravamo al 6° o 7° posto.

Oggi i nostri giovani non guardano più la televisione tradizionale e non leggono i giornali. I più evoluti si informano sul WEB e seguono i Network internazionali, leggono direttamente ciò che ha detto Draghi, Biden, Trump o Putin; parlano l’inglese, fanno i corsi Master a Londra e girano il mondo. Se la Classe Dirigente pubblica e privata non dovesse accorgersi in tempo del baratro che l’Italia ha davanti, i nostri giovani li perderemo ed a noi rimarranno soltanto: una pletora di disperati disoccupati, figli del Reddito di Cittadinanza, uomini incapaci di adoperare il cellulare, di extra comunitari (Migranti) da ambientalizzare e vecchi….tanti vecchi pensionati e non che purtroppo i governanti fanno contare sempre troppo poco (energia vitale ed esperienza così perduta).

Va fatta una invocazione ai Signori Sindacati: “Adeguate le strutture e le idee alla realtà, sedetevi affianco ai datori di lavoro (pubblico o privato) e non di fronte e collaborate a far sì che esista un “Contratto Unico Nazionale del Lavoro” che garantisca i minimi a tutti i lavoratori (chi non lo rispetta incorre in reato penale con condanna esemplare) ma lasciate libera la trattazione locale (anche azienda per azienda) purché vengano assolutamente immutate le condizioni minime del Contratto Nazionale. Servire il lavoratore nei suoi bisogni vuol dire curare i suoi interessi non quelli del Partito di appartenenza.

Va fatto un ulteriore appello ai Capi Partito: “ Lasciate il timone in mano ai giovani, ai politici istruiti, acculturati, pratici di tecnologie moderne e conoscitori dei temi e sistemi di comunicazione; selezionate i candidati in base alla statura umana, la passione politica e professionalità, la quantità di spirito di servizio. Guidateli dall’esterno fornendo la vostra sapienza ed esperienza ma lasciategli la guida della Burocrazia. Create delle priorità lasciando gli orpelli e le ridondanze per approvare riforme ed investimenti. Anziché ignorare  coloro che sono stati eletti dal popolo e che costituiscono la “Maggioranza”. Aiutateli ad intraprendere strade giuste e provvedimenti condivisi ricordandovi che se esiste una maggioranza, le minoranze devono sottoporre le proprie idee certo, ma devono accettare le decisioni prese a maggioranza.

Moretta Antonio

(17.05.2021)  

STORIA DELLA CULTURA DI DESTRA di Francesco Giubilei

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INTERVISTA:

Dott. Francesco Giubilei, Lei è autore del libro “Storia della cultura di destra” edito da Giubilei Regnani. Le chiedo: esiste una cultura di destra?

R.Certamente, anche se sarebbe più corretto parlare di “cultura delle destre” perché non esiste una singola destra ma tante destre. In ogni caso il contributo che il mondo culturale delle destre ha dato all’Italia è enorme. Cito solo tre esempi:

-un autore come Giovannino Guareschi, noto per Don Camillo e Peppone”, che è l’autore italiano più venduto al mondo;

-il romanzo di stampo conservatore “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa;

– e “Il Signore degli anelli” di Tolkien pubblicato in Italia per la prima volta negli anni Settanta dalla casa editrice conservatrice Rusconi sotto la direzione di Alfredo Cattabiani.

Quali sono i riferimenti più alti della cultura di destra italiana?

R Oltre agli autori già citati, alcuni dei più importanti intellettuali, giornalisti, scrittori del Novecento italiano appartengono alla storia della cultura di destra. Da Indro Montanelli nel giornalismo a Leo Longanesi nell’editoria, da Ennio Flaiano a Augusto Del Noce, da Giuseppe Prezzolini a Giovanni Volpe, da Giovanni Ansaldo a Giovanni Papini, da artisti geniali come Sigfrido Bartolini ad Ardengo Soffici ma l’elenco sarebbe ancora lungo, quasi sterminato.

Pur con le rispettive differenze, la destra ha raccolto alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana: da Leo Longanesi a Giuseppe Prezzolini, da Indro Montanelli a Giovanni Volpe. Qual è stato il loro contributo alla cultura nazionale?

R Un contributo di primo piano in vari ambiti, dalla letteratura al giornalismo, dall’arte all’editoria, il solo Longanesi meriterebbe un discorso a parte. Qualche anno fa ho scritto una biografia dedicata alla sua figura intitolata “Leo Longanesi”. Il Borghese conservatore. Indro Montanelli è riconosciuto come il più grande giornalista italiano mentre un editore illuminato come Giovanni Volpe, figlio dello storico Gioacchino, non viene sufficientemente ricordato; eppure si deve a lui la pubblicazione per la prima volta in Italia dei più importanti scrittori conservatori del Novecento. Stesso destino per Giuseppe Prezzolini di cui consiglio la lettura delle biografie scritte da Gennaro Sangiuliano, oggi direttore del Tg2, e Luigi Iannone.

Il Suo saggio colma una lacuna editoriale, perché ad oggi non esisteva infatti uno studio divulgativo che organizzasse pensatori, scrittori, giornalisti e intellettuali italiani dal dopoguerra ai nostri giorni ascrivibili a quest’area di pensiero. Quali a Suo avviso potrebbero essere le cause?

R  Le cause sono semplici quanto preoccupanti, purtroppo ancora oggi c’è timore nel mondo della cultura italiana a definirsi di destra, anche chi lo è preferisce non esporsi, rimanere nell’ombra per non subire boicottaggi, ritorsioni o stroncature da parte dell’apparato culturale che è ancora in mano alla sinistra. Ci sono decine di scrittori, editori, addetti ai lavori che in questi anni, conoscendo il mio pensiero, mi hanno confessato di riconoscersi nei valori della destra ma per non incorrere in problemi professionali hanno preferito celare la loro appartenenza politica e culturale. Una sproporzione rispetto all’esito delle elezioni negli ultimi anni, d’altro canto nel segreto dell’urna Dio ti vede, Stalin no. Per fortuna ci sono autori come Marcello Veneziani, Marcello De Angelis, Gianfranco De Turris, Gennaro Malgieri che in questi anni hanno diffuso con il loro lavoro quest’area di pensiero. Anche nel giornalismo contemporaneo c’è chi quotidianamente dà voce al pensiero di autori non conformi, penso alle pagine culturali de “Il Giornale” curate da due giornalisti di spessore come Alessandro Gnocchi e Luigi Mascheroni. C’è poi il mondo del “WEB” con siti come Barbadillo di Michele De Feudis, “Destra.it” di Marco Valle, le fondazioni tra cui la Fondazione Spirito De Felice e la Fondazione Tatarella e le case editrici come “Idrovolante” di Daniele Dell’Orco ed “Eclettica” di Alessandro Amorese.

La destra italiana si caratterizza per l’eterogeneità delle Sue voci, tanto che sarebbe più corretto parlare di “cultura delle destre”; quali ne sono i principali filoni di pensiero?

R  Non esiste una sola destra ma tante destre talvolta paradossalmente in contraddizione tra loro, specie sui temi economici. C’è una destra conservatrice e una destra sociale, una destra cattolica e una spirituale, una destra liberale e una conservatrice. Ciò che accomuna tutte le destre è la salvaguardia e la difesa dei valori permanenti che non significa rifiuto dell’innovazione ma conservazione della tradizione.

La Sua opera si sofferma anche sulle critiche, i tentativi di boicottaggio e addirittura di negazione di quest’area di pensiero; come si è articolata questa Conventio ad excludendum”?

R  La destra deve senza dubbio fare autocritica per un’errata gestione del potere quando è stata al governo che ha portato a considerare la cultura come un aspetto secondario e per un ingiustificato complesso di inferiorità verso la sinistra; ma se gli autori non conformi e vicini a un pensiero conservatore, non hanno potuto avere la stessa visibilità degli scrittori progressisti, è a causa di un “cordone sanitario” che è stato creato verso la cultura di destra. Sintesi perfetta di questa visione è il concetto di egemonia culturale teorizzato da Gramsci nei suoi Diari che si è concretizzato nel corso degli anni in un predominio della sinistra nella cultura, dai giornali alle case editrici, dall’università alle radio. Oggi viviamo una nuova egemonia forse ancor più pericolosa che è quella del politicamente corretto.

Mia Risposta:

“”Carissimo intervistatore di Francesco Giubilei, trovo che l’articolo da Lei postato in F.B.8 Qui riportato) sia opportuno, interessantissimo ed esaustivo di principi e di componenti della cultura in generale di DESTRA”, importante, corposa ma ignorata sistematicamente dal sistema informativo italiano.

Per completezza di contenuti mi permetto segnalare che nella intervista e nelle domande fate ci sono delle lacune ovvero manca un importante riferimento per altro marcato e ben presente nel pensiero delle destre italiane.

Per essere esplicito mi riferisco alla mancanza nella intervista della “Cultura Industriale di Destra”. Quella che ha segnato lo sviluppo del Paese nel “BOOM ECONOMICO” degli anni 60/70 e successivi e che ha dato indicazioni puntuali in tema di Cultura Industriale, organizzativa e politico-sociale.

Mi riferisco ai BORGHI, AGNELLI, OLIVETTI, PIRELLI, MARZOTTO, ZANUSSI, MATTEI, NECCHI, TANZI etc. etc. che con la genialità ed il talento hanno disegnato una “CULTURA INDUSTRIALE” successivamente copiata in molte realtà estere e che ha saputo impostare l’Italia al 6°/7° posto delle migliori nazioni industrializzate del mondo. 

In un quadro esplicito come quello citato (intervista a Francesco Giubilei) non può e non deve mancare un riferimento culturale come quello espresso dagli italiani (non di sinistra citati sopra) di cui ogni italiano ha potuto utilizzare e godere delle loro iniziative culturali / industriali, ma che i “Media” hanno sistematicamente ignorato ed ignorano tutt’oggi nei loro interventi mediatici (TV e Giornali), evidenziando solo la parte Sindacale e Radical Chic….oramai obsoleta e sostituita dal pragmatismo e dalla internazionalizzazione della industria che viaggia sull’onda della “Rivoluzione Industriale Mondiale di Benjamin Rifkin) creata dal WEB, dalla Fibra Ottica e dal Microchip dei tempi odierni.

Mi scusi ma questo riferimento mi sembra che debba fare parte di un importante capitolo della “Storia della Cultura di Destra”.

Antonio Moretta

(05.05.2021)

PANDEMIA, SOLITUDINE E PAURA

PANDEMIA, SOLITUDINE E PAURA

Rispondendo ad una mia cara amica in un suo intervento in una pagina Facebook sulla Pandemia e sulla pletora degli interventi del Presidente del Consiglio Conte II che ha prodotto in tutta la popolazione una solitudine obbligata sostenendo che ciò avviene per il nostro interesse fisico-sanitario. Alla mia amica mi sento di dire che:

"""" Si può essere tremendamente soli insieme ad una moltitudine di facce anonime erranti nel caotico turbinio delle moltitudini di sagome umane di città......e si può anche essere felicemente in compagnia della propria anima seduti su uno scoglio di fronte al mare all'ora del tramonto invasi dai ricordi più belli.
La solitudine è uno stato dell'anima non un insieme di persone e nessuno mai ha il diritto di penetrare e dirigere la nostra solitudine; tantomeno i governi."""""  

Io voglio aggiungere: “Saró onesto…io ho paura”. Personalmente, non ho paura del “Covid”, che esiste. Sinceramente la Pandemia non la considero una cosa che mi fa paura più̀ di un tumore o di patologie ben più gravi che sono praticamente sempre mortali. Ho fatto convintamente i vaccini di rito, Più che altro mi fa paura tutto quello che sta succedendo intorno a me ed ai miei famigliari e cittadini confusi e terrorizzati.

Mi fa paura constatare che siamo costretti (dai DPCM) a camminare per la città (quando ce lo consentono le norme-vedi coprifuoco) tra uomini e donne imbavagliati e coperti, come se questo dovesse essere considerato normale.

Mi fa paura tutto ciò che sta cambiando il modo di concepire la vita di ognuno con metodi che stanno incutendo alle persone, senza avere un minimo di equilibrio, di senso della misura, oserei dire imponendoli.

Mi fa paura che nessuno parli mai della fine di tutto questo. Mi fa paura quando leggo che il mondo è cambiato per sempre. Mi fa paura che i governanti non parlino di risoluzioni che siano diverse dalla richiusura delle attività di lavoro, di commercio, di professioni ed arti, di modi di vivere.

Mi fa paura che da 14 mesi ormai siamo in scacco di una malattia ed una psicosi di cui nessuno conosce la reale pericolosità̀, sulla quale ci sono troppi dubbi, troppe ombre, troppi non detti; dove viaggiano documenti secretati, silenzi, mezze verità̀.  Tutte queste cose assieme mi trasmettano una terribile paura che a molte genti incunea il terrore. Tutto questo avviene considerando che non sono un negazionista, sia chiaro, il virus Covid-19 esiste ed esistono le sue varianti che lasciano intravvedere un futuro tutt’altro che tranquillo.

L’insieme delle cose descritte è preoccupante ma peggio è la considerazione che nei (“Media” giornalieri scritti e parlati) si discute solo e soltanto della Pandemia, dei vaccini, dei ricoverati in terapia intensiva, dei morti e della massa di controlli organizzati ovunque. È questo il vero punto che mi fa paura perché tutto questo avviene regolarmente e senza veri e propri contrasti; sembra che chi fa le leggi e chi le commenta pare che lo facciano divertendosi. Ecco la più importante ragione che fa paura!

Mi fa paura che piano piano ci si stia abituando alla paura; ci si stia abituando a non abbracciarsi più, a non darsi la mano, a non vivere. È morto l’abbraccio ed il bacio!!

Mi fa paura che tutto questo stia diventando per tutti normale quando normale non lo è davvero!!

Antonio Moretta
(30.04.2021)
American actress Vera Miles stars as Lila Crane in the horror classic ‘Psycho’, directed by Alfred Hitchcock, 1960. (Photo by Archive Photos/Getty Images)

IL MONDO CHE VERRA’

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">(<strong><u>Oggi e domani, quale potrebbe essere il mondo che verrà</u></strong>)(Oggi e domani, quale potrebbe essere il mondo che verrà)

 
Oggigiorno, purtroppo ed a causa della sicurezza necessaria per tutti gli uomini liberi, siamo tutti spiati dall’occhio indiscreto del “Grande Fratello”. La recente paura del terrorismo (dall’abbattimento delle Torri Gemelle in New York in poi) ha causato l’abnorme e repentino aumento della sorveglianza basata principalmente sulle nuove tecnologie (fotocamere, rilevazioni sonore, uso di droni, scanner, concomitanza di dati personali etc.).

Con gli ultimi atti terroristici avvenuti in Europa il problema sicurezza è diventato una priorità e va assumendo contorni scuri e preoccupanti ed alimentano l’uso ed il pericolo di “armi facili”. In USA sta diventando una seria minaccia per tutti il possesso di armi. Ovunque diventa sempre più facile affidarci al “Grande Fratello” per controllare gli spostamenti, le frequentazioni, gli usi e le abitudini di noi tutti.

Certo i costi della nostra sicurezza sono molto alti e lo diverranno sempre di più aumentando certo la sicurezza apparente, ma in un prossimo futuro limitando la nostra libertà di movimento, di pensiero, di lavoro e del tempo libero. Aumenteranno le spese sociali e sarà eroso il PIL delle nazioni, creando l’obbligo di incrementare le entrate dell’Erario. Indubbiamente saremo costretti a complicare la vita con l’eccesso di controlli e burocrazia.

I Governi di tutto il mondo controllano oggi i propri cittadini come mai prima d’ora, distribuendo carte d’identità, carte di credito, tessere sanitarie, codici, “Password”, “PIN”, “Codici a barre” etc. I nostri passaporti contengono armai “Microchip” elettroniche con centinaia d’informazioni sulle singole persone; avremo anche “Microchip”sotto-pelle che permetteranno la identificazione e l’archivio del nostro stato di salute che permetterà ai sani l’accesso ovunque, ma di converso lo vieterà ai detentori di alcune malattie. Di recente sono state varate norme governative “Cash Back”che consentono di conoscere di ciascun cittadino ogni spesa e di converso ogni condizione economica e bancaria.

Siamo diventati ormai un numero enorme di cittadini con le notizie diffuse e catturate dai grandi centri economici e commerciali sui personali propri gusti, usi ed abitudini, consistenze economiche etc., dati questi venduti agli utilizzatori a scopi commerciali essendo per loro una merce commerciale preziosa in mano a multinazionali della “Promozione e Vendita di prodotti e servizi a scopo di consumo.

I “Microchip” a breve verranno inseriti ovunque e serviranno per muoversi in ambienti controllati. Esistono oggi i braccialetti contenenti tutte le notizie mediche personali utili in caso di incidente o malessere che permettono, accostati ad uno “Smart Phon”, di leggersi, da parte di qualunque medico o parente, in caso di bisogno. In pochi istanti la propria condizione di ciascuno di noi, servirà per essere curati prima e meglio di oggi forse salvando in alcuni casi la propria vita (incidente stradale, infarto, etc.).

Le telecamere di sorveglianza sono diventate di uso comune anche nelle civili abitazioni, negli autobus, nei treni, nelle strade, nelle scuole, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nei centri commerciali…praticamente ovunque!

Questo è dovuto allo sviluppo del mondo WEB (che è diventato una rivoluzione moderna con immensi lati positivi per l’intera umanità) sfruttando la gigantesca capacità di memoria dei mega “Server e Computers di proprietà delle varie multinazionali private o statali come “Google” “Yahoo” “Tim” “Telcom” “Amazon” etc., dotate di potentissimi mezzi e disponibilità finanziarie ma dislocati in mondi lontani incontrollati e segreti i quali programmano la nostra vita ed il nostro futuro ma gestiti da mani di persone sconosciute.

Quando la tecnologia riuscirà ad avere sotto controllo tutti questi dati (e non manca molto) i Governi delle nostre nazioni saranno in grado di ricostruire il profilo, le frequentazioni, gli usi, le abitudini, lo stato sanitario, gli sport preferiti, le tendenze, i “Curriculum”, la condizione economica, le preferenze e gli spostamenti di qualsiasi cittadino. Chi ha qualcosa da nascondere riuscirà a occultarsi con molta difficoltà, viceversa, chi non ha nulla da celare avrà perso la propria intimità e sarà costretto a vivere entro binari ben stabiliti da altri dai contorni eguali per tutti, proprio come fanno i “Robot”.

Viene da domandarsi: Ma esiste ed esisterà la famosa Privacy tanto sbandierata ma non mai mantenuta??” Ovviamentesorgono prorompenti dubbi a tutti i livelli della popolazione.

Nel tempo si perderanno le singole differenze perché si favorirà la massa delle persone accantonando sempre più chi la pensa diversamente dalla idea prevalente. La perdita di libertà verrà venduta come incremento della propria sicurezza. “Ma sarà vera sicurezza questa?……Davvero si limiterà il terrorismo?……. Siamo sicuri che saremo tutti più felici? I dubbi sono leciti!

Sentendo la gente comune sorgono amletici ed identicidubbi, gli stessi quando l’uomo affacciato su di una rocca guardando il mare in tempesta, pensa al viaggio che vorrebbe fare come evasione da questa moderna società e, pur felice nella propria immaginazione, a volte ha paura di ciò che verrà per lui e per i suoi figli; il pensiero fa scorrere in lui un brivido di terrore per i problemi che potrebbero capitare o per come potrebbero essere costretti a vivere in futuro i posteri allorquando, tra le tante novità, si perderà l’uso del denaro contante sostituito dal denaro cibernetico per la tracciabilità delle proprie spese e sul quanto si sta spendendo e perché lo si sta facendo. Il tutto attraverso il mantenimento degli Istituti Bancari che diverranno il deposito del tuo modo di vivere e di essere. La felicità dell’uomo sulla rocca cessa, il mare diventa inchiostro e nasce in cuore lo sgomento.

Tutti saremo più sicuri ma si vivrà in una beata e assicurata prigionia, dove sarà più difficile commettere reati (questo è vero) ma si vivrà in una schedatura assillante e priva di tante liberalità concesse ai cittadini di ieri e di oggi. Servizi di Polizia, Sicurezza e Controlli video saranno diffusi in ogni dove e di tutto si dovrà dare conto e regione. Se il tuo comportamento sarà fuori dalla norma, si dovrà giustificare ogni stranezza; ovvero si dovrà vivere assolutamente inquadrati nel modo che verrà assegnato a ciascuno. Ma da chi??….Voluto e nominato da chi??….Questo sarà il grande dubbio.

Saranno più frequenti gli stati “Emergenza” dichiarati per DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio) per la salute pubblica ma che ci diranno obbligandoci cosa dobbiamo fare e come dobbiamo vivere.

Nel caso corrente della Pandemia e grazie al distanziamento sociale ed al terrore dell’infezione stiamo dando l’addio al dolce tremore infantile per il primo innamoramento, la prima dichiarazione d’amore, la gioia del primo bacio rubato; non avremo perché non potremo usarla, la forza dell’inesperienza che regala una delusione d’amore perché il compagno o la compagna sarà preselezionato dagli orientamenti sessuali preconfezionati e dalla “Carta di Salubrità”. Il primo approccio di un rapporto potrebbe diventare la richiesta della tessera sanitaria.  

Di converso però non ci sarà la difficoltà della lingua diversa perché avremo il “Traduttore istantaneo Multilingue elettronico” nel I-Phon individuale personalizzato e cibernetico. Il dialogo potrà avvenire in microsecondi attraverso l’etere guardandosi in un video con dialoghi a migliaia di Chilometri di distanza e via satellite. La compagna o il compagno della vita si sceglieranno attraverso i “Social” di tutto il mondo privilegiando le affinità e l’aspetto esteriore, la lingua i gusti e le aspettative di ognuno. Mio Dio quante delusioni ci aspettano.

Il pensiero va velocemente ai nostri nonni di ieri soli, liberi e felici nella loro semplicità, con la vita condotta in un “Ameno Campiello” serenamente nel paese dove sono nati, dove sono cresciuti i propri avi e dove tutti si conoscono e ciascuno sa i pregi ed i difetti di ognuno. Dove se ad uno viene uno starnuto ci sono subito 100 persone ad augurargli “Salute” perché tutti amici o conoscenti.

Quando tutti avremo lasciato il “Campiello“ per la anelata vita in città, avremo megalopoli gigantesche ed anonime, dove il futuro nostro si svolgerà nelle città tentacolari avvolte nel WEB etereo ed inconsistente però a 5 Giga e si vivrà in condomini dove il vicino di casa è quasi sconosciuto e visto come un nemico e che per giunta cambia di continuo. Conosceremo più i suoi tatuaggi che il suo nome.

A quel momento (ahinoi molto vicino) ci rassomiglieremo tutti…. Troppo, al punto che dovremo dare l’addio alle belle diversità che invece a detta di molti rappresentano il “pepe” ed il “sale” della vita.

Ma sarà questa la bella vita delle prossime generazioni??

Antonio Moretta

 rev. (25.02.202)1

In Italia MES SI!! oppure MES NO!!

a)-Cos’è il “MES” (Meccanismo Europeo di Stabilità)

Il Meccanismo Europeo di Stabilità (noto anche come MES) è un’organizzazione intergovernativa dei paesi che condividono l’euro come moneta ed ha il compito statutario di aiutare i paesi che si trovano in difficoltà economica.

Il MES è stato fondato nel settembre del 2012 e aveva anche lo scopo di superare altri due fondi creati in precedenza allo stesso scopo (EFSF ed EFSM).  Ha una dotazione di 80 miliardi di euro, pagati in maniera proporzionale dai soci membri (Italia ha già versato circa 14 Miliardi di euro).

Per ricevere l’aiuto, uno Stato membro deve accettare un piano di riforme fissato dal MES e da esso sorvegliato attraverso una commissione formata dalla Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI).

E’ stata introdotta recentemente una modifica ai regolamenti più calmierata della precedente ma per attivare questa linea di credito il Paese richiedente può usufruirne solo se i suoi bilanci rispettino i parametri di Maastricht. NB. 10 stati su 19 membri dell’eurozona (Italia compresa) non potranno quindi utilizzarla a proprio vantaggio in quanto fuori parametri di Maastricht.

Ne sono membri tutti i Paesi dell’Eurozona che, attualmente, sono 19 eccoli:

Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna. Questi paesi sostengono il MES in proporzione; l’Italia contribuisce con il 17,7% sul totale di circa 700 Miliardi di Euro previsti (l’Italia quindi ne dovrà arrivare a dare nel tempo123,9 Miliardi di euro. La recente delibera del MES assegna all’Italia la somma di 34/36 Miliardi di Euro solo per investimenti nel settore della Sanità.

Diamo una occhiata da vicino a questo MES, esso è retto da:

-Un “Consiglio dei Governatori” Ciascuna nazione nomina il suo consigliere;

-Un “Consiglio di Amministrazione” che a sua volta nomina il “Direttore Generale” e decide a maggioranza (85%). Il Direttore Generale nominato oggi è il tedesco Klaus Regling che resta in carica fino al 2023 e che viene anche soprannominato “il Re d’Europa” per gli ampi poteri che ha.  Egli dirige un consesso di Vertici manageriali formato da: David Eatough, Rolf Strauch, Christophe Franklen, Kalin Anev Janse, Sofie de Beule-Roloff; Francoise Blondeel. Praticamente il MES è formato e guidato da Tedeschi e Francesi. Viene da chiedersi dove erano gli italiani al momento della costituzione dei vertici, o dormivano o non potevano fare altro. Si può dedurre che Il MES è in mano alla Troika Franco-tedesca.

Vediamo cosa avviene e cosa è necessario fare se venga concesso un prestito all’Italia (si parla di circa 34/36 Miliardi di euro) e se l’Italia accettasse le condizioni del MES:

Occorre trovare l’intesa della Commissione Europea e BCE (lungaggini e maggioranze sfavorevoli).

-Il prestito dato all’Italia fruisce dello status di “Creditore Privilegiato” rispetto a tutti gli altri crediti italiani (è immaginabile che nessuno intenda vedere sottostare al privilegio il proprio credito. Il creditore quindi chiederà maggiori interessi o non comprerà affatto titoli italiani avendo sul mercato titoli più sicuri, vedi caso tedeschi e Francesi).

-Il MES, di concerto con la Commissione Europea e BCE (l’Italia conta poco o nulla in questi organismi) crea le “Missioni di Controllo post-prestito” alle quali partecipa anche il FMI con il comune obiettivo di “Valutare se l’Italia continui ad attuare politiche solide e se sussista il rischio tale da giudicare che non sia in grado di rimborsare il prestito”.

-Questa sovrapposizione di Controllo delle attività si protrarrà fino a che non venga restituito il 75% del debito. In poche parole Troika ed Alta Finanza sono padroni di orientare la Politica Italiana e se necessario (essendo privilegiati) ridurre i crediti verso terzi creando l’innalzamento dello Spread e difficoltà di piazzamento di titoli italiani (considerati carta straccia dagli investitori).

b) Commenti sullo Statuto MES

L’articolo 4.8 dello Statuto precisa che se l’inadempiente (l’Italia in questo caso) non soddisfa il contratto PERDE IL DIRITTO DI VOTO fino a quando non sana la inadempienza.

-L’articolo 9 dello Statuto “Richiesta di Capitale” viene deciso a maggioranza dal Consiglio d’Amministrazione con l’85% (Italia solo 17,7%). Se l’Italia non dovesse adempiere ai versamenti richiesti diventa inadempiente e deve sottostare alle indicazioni prese in consiglio senza la sua presenza.

-L’art.14.6 dello Statuto da facoltà al Consiglio di Amministrazione, di concerto con la BCE, di cambiare le condizioni di rapporto se la “Linea di Credito” sia o meno adeguata o se richieda un adeguamento.

-L’articolo 32.1 dello Statuto prevede che venga conferito lo “Status Giuridico, privilegi ed immunità a tutto il personale della MES nei territori dove opera”. Questo elemento è a carico del paese che riceve il finanziamento e lo deve attuare con propri provvedimenti.

-L’articolo 32.3 dello Statuto impone che i beni, le disponibilità, le proprietà (ovunque possedute) del MES, godano del “Beneficio della Immunità”; pertanto perquisizioni, sequestri, confische, espropri, pignoramenti, etc. “Non trovano Applicazione”; Anche questo elemento è a carico del paese che riceve il finanziamento con propri provvedimenti.

-L’articolo 32.5 dello Statuto prevede che gli archivi del MES siano ovunque “Inviolabili”.

-L’articolo 32.6 dello statuto prevede che anche i locali, ovunque siano, sono “Inviolabili”.

-L’articolo 32.8 dello Statuto prevede che tutte le documentazioni e le archiviazioni siano “Inviolabili ovunque siano”.

-L’articolo 34 dello Statuto prevede che tutto il personale del MES deve godere della “Immunità e Inviolabilità”.

E’ Ovvio che per non rendere esecutivi i termini dello Statuto (come i Partiti del Governo italiano vanno dicendo e sostengono e pensano che ciò sia possibile) occorre una delibera degli organi di Governo dell’Europa della BCE e del MES che cambi lo Statuto del MES.

La lettera del Presidente della CE Paolo Gentiloni del 07.05.2020 (che promette una riduzione delle prescrizioni capestro del MES) non è altro che un Atto Politico che non può superare l’applicabilità dello Statuto in ogni caso che richiede una modifica di Statuto. La lettera Gentiloni ha il suo peso ma vale solo come indicazione.

Nelle varie riunioni europee sul tema MES si sarebbe paventata anche la ipotesi di una moratoria di un anno sulla applicabilità dei vincoli di Statuto (cosa tutta da verificare). Un anno passerebbe solo tra burocrazia e scambi tra Italia e CEE. Dopodiché riprenderebbe vigore lo Statuto MES. Sembra più uno specchietto delle allodole che un vantaggio vero.

Va rimarcato inoltre che il finanziamento MES, una volta deciso e contrattato, si erogherà in “Tranche del 15%” sulla base dello stato di esecuzione dei progetti realizzati.

c)- Considerazioni finali

Con la condizione attuale di difficoltà del Governo (crisi Pandemica) sembra che abbia serie difficoltà di programmazione di 36 Miliardi di Euro di spesa entro breve tempo. Quindi questi Miliardi del MES arriveranno (se arriveranno) con il contagocce.

Il tasso previsto è zero ma è legato alla variabilità del costo per la raccolta delle fonti finanziarie da parte MES e quindi le banche della Finanza loro amica. L’onere eventuale sarà ribaltato sul debitore (si spera che rimanga zero ma non vi è certezza).

A questo punto è lecito pensare che ci possa essere una pesante influenza effettiva della politica dei paesi componenti la UE sull’Italia??

-E’ sbagliato far rilevare che i paesi che maggiormente potranno avere necessità di ricorrere al MES sono quelli più piccoli ed esposti con titoli di prestito e che non contano nulla nella struttura del MES stesso quindi non hanno potere reale??

-E’ sbagliato pensare che nel caso in cui si acceda al prestito MES, un paese come l’Italia che ha un debito pubblico superiore al 60% del PIL deve (sotto la guida del MES) ricondizionare il debito??  (Guarda caso la Germania ha il Debito Pubblico sotto il 60%). Questo potrebbe voler dire che tutti i debitori non privilegiati (ad esempio i privati cittadini italiani che hanno BOT, CCT, Titoli  etc.) si potrebbero vedere ridurre il valore del proprio credito con interventi legislativi??

-E’ un errore pensare che il denaro del MES entrerebbe attraverso le banche e che prioritariamente andrà (in fase di ricondizionamento del debito) a stornare i debiti con chi detiene i crediti (sempre attraverso banche) e che poco o niente andrà a corroborare gli investimenti della Nazione semplicemente se il disavanzo pubblico dovesse superare il 3% previsto negli accordi di Maastricht?? (Il Governo sta già programmando la fuoriuscita dal 3% del Piano Finanziario 2021 a causa degli enormi costi del Coronavirus ed i mancati incassi dell’erario).Cosa farebbe il MES è assolutamente certo.

-Sicuramente è per la somma di queste considerazioni che tutte le nazioni europee non vogliono il Mes.

d)- Cosa succederebbe se il Mes non attiva le sue linee di credito??

Una concreta ipotesi è che il MES NON AVENDO RAGIONE DI ESISTERE si dovrebbe chiudere. In questo caso la TROIKA e l’ALTA FINANZA perderebbero il controllo delle banche in Europa, della BCE e perderebbero l’influenza politica sulla Comunità Europea. Forse è per questo che il PPE (Partito Popolare Europeo) spinge per attivare il MES e anche il partito italiano Forza Italia (che fa parte del PPE) schiaccia l’occhio al Governo Italiano per spingerlo a deliberare in Parlamento l’accesso al MES.

Ora vale pena domandarsi:

MES SI! oppure MES NO!

Antonio Moretta

(21.10.2020)

La Pandemia Corona-Virus sta insegnando che il mondo italiano sta cambiando. Verso dove dovrebbe andare ?

Un giorno uno straniero di uno dei paesi dell’Est (ante muro di Berlino) chiese ad un membro della Confindutria che gestiva un complesso di oltre 1.000 dipendenti nella meccanica delle costruzioni e grossa carpenteria, se volesse investire nel suo paese per dare vita ad uno stabilimento analogo al suo.  Sentito il Consiglio di Amministrazione egli rispose di “NO”.

Il politico straniero chiese perché no, gli venne detto che in quel paese non volevano investire per la mancanza di certezze. Il politico straniero insistendo propose all’industriale terreno gratis, fognature e strade di accesso gratis, agevolazioni fiscali decennali, infrastrutture a carico della comunità, interventi finanziari a fondo perduto etc., gli venne risposto ancora di “NO” e lì si chiuse il rapporto.

La vera ragione che presiedeva il diniego del confindustriale era che in quel paese (eravamo nel 1980) non c’era certezza di diritto sotto il regime Sovietico comunista, che il tasso di corruzione era elevatissimo, che la proprietà privata non era garantita e le iniziative private non godevano di simpatie in quel paese e soprattutto non si poteva fare libero scambio di prodotto e di personale.

Oggi in Italia la lungaggine burocratica unita alla incertezza del diritto, i tempi lunghissimi della Giustizia e della emissione delle sentenze, il grande costo dell’energia più l’enorme tassazione sul lavoro e sui redditi e forse la più grave delle ragioni rappresentata dall’eccesso di burocrazia; impedisce ad uno straniero di rischiare i propri soldi ed investire da noi. Anzi, sono le aziende italiane che purtroppo delocalizzano all’estero.

Le nostre realtà industriali migliori, quelle che dispongono di brevetti e qualità (Italian-Style, meccanica di precisione, robotica etc), preferiscono spostare la loro sede sociale (dove sono meno le tassazioni) ed andare presso altre nazioni europee in assenza di rischio politico e minori oneri) che non hanno gli aggravi italiani.

Le grandi finanziarie e multinazionali che non posseggono i brevetti di loro interesse comprano le società italiane con un preciso obiettivo: impossessarsi delle aziende italiane con il loro bel brevetto e una volta in possesso trasferiscono parte (se non tutta) la produzione all’estero mantenendo i marchi italiani ed il ricco mercato nazionale ed estero delle società acquisite. Il discorso sembrerebbe di una ovvietà desolante (chi ha gestito aziende conosce a memoria questi eventi) mentre la Politica di ieri e di oggi disconosce o fa finta di non conoscere essendo concentrata nella lotta politica e nel mantenimento della poltrona del potere.

Oggi l’attuale Governo Giallo/Rosso si concentra su tematiche sociali come il “Reddito di Cittadinanza”, la ricerca dei “Navigatori”, l’abbassamento dei parametri salariali alti, la sicurezza, la pensione a 100, l’incremento delle tasse sui redditi alti (quanto alti non si sa) etc. Tutte cose giuste in linea di principio ma figlie dell’assistenzialismo, della corruzione e della burocratizzazione. Cose queste che si addicono ad un popolo opulento e fatto dalla piena occupazione e dotato di disavanzo pubblico attivo. Oggi con le tematiche dette in precedenza e la perdurante crisi economica, con la disoccupazione alle stelle, l’insipienza del Sindacato, l’incertezza del futuro, la massa di migranti, la paura dei risparmiatori, la mancanza di investitori, le banche in crisi ma soprattutto la crisi indotta dal Corona-Virus etc., peggiorano lo scenario al probabile investitore estero che amerebbe operare in Italia ma che la realtà lo tiene lontano dalla nostra economia insicura e sempre più asfittica. La Politica dovrebbe invece avere il coraggio di far accadere quelle cose che il popolo desidera e che calamitano gli investitori.

La valutazione della emergenza oggi considerata dalla Politica non è fatta dalle cose messe a programma dal Governo “Giallo/Rosso” (che se fossero anche risolte con la bacchetta magica non cambierebbero lo scenario di crisi in cui viviamo) ma sono, in buona sostanza formate in alta percentuale da una sola cosa (oltre alla crisi indotta dal Corona-Virus) “La mancanza di lavoro”.

Proviamo ad immaginare di poter creare (sempre con la bacchetta magica) 2 milioni di posti di lavoro ( pari a circa 4 miliardi di ore produttive all’anno) e che una ora di produzione possa creare circa 50 Euro di prodotto (dato molto cautelativo); in questa ipotesi solo esemplificativa avremmo oltre 200 miliardi di euro di produzione a questo dato andrà aggiunto il sensibile aumento di ricavo dalla vendita del prodotto (prezzo di mercato) che è pessimisticamente costituito da circa 400 miliardi di euro di fatturato. Aggiungiamo l’indotto di questa produzione che si muove di concerto alla industria.

Da questa esemplificazione otterremmo: il rientro della disoccupazione a valori europei, la pace sociale, l’incremento vistoso del PIL con una massa di denaro in entrata per l’Erario derivante da IVA, Tasse varie sia sul reddito che sul sociale, consumi, paghe e stipendi tassati, proventi INPS, consumi etc. In buona sostanza un volume di denaro circolante molto rilevante. Questo potrebbe concedere alle forze di Governo la possibilità di mettere mano ad un riordino generale della struttura del lavoro, alle regole con la riforma dei codici, alla revisione delle regole burocratiche e loro semplificazione, snellezza nelle obbligazioni sulla vita delle imprese e sull’appalto dei lavori pubblici e privati. Cose queste che oggi impantanano qualunque iniziativa.

Le piccole imprese e commerci che per fortuna o bravura riescono a stare in piedi, hanno qualche commessa e purtroppo oggi vivacchiano per non morire ma non riescono a far fronte alle esigenze finanziarie ed alla necessaria immediatezza nel soddisfare i tempi contrattuali di consegna delle loro merci. Questo per mancanza di liquidità, ritardo nel pagamento delle fatture da parte dello Stato, finanziamenti quasi impossibili dalle Banche, forma barocca per le assunzioni, mancanza di elasticità nel fabbisogno di manodopera, vincoli sulle ore di straordinario ed ammortizzatori sociali, etc).

Per questi motivi spesso gli imprenditori sono costretti a rivolgersi alla più rapida disponibilità di forza lavoro e di mezzi: il “Lavoro Nero e l’Evasione fiscale” che rappresentano l’ammortizzatore dei fabbisogni di elasticità e rapidità delle disponibilità delle Imprese, ma soprattutto dell’artigianato, del commercio e del turismo (ormai all’ossigeno). Le elusioni fiscali ed il basso fatturato erodono la finanza dello Stato e di converso la possibilità di assistenza e previdenza del cittadino.  

Se quel paese dell’Est, che a suo tempo ha fatto la proposta di investimento, si fosse organizzato come descritto sopra (quello con la bacchetta magica) molti imprenditori oggi gli avrebbero risposto certamente con un “SI”.

CONSIDERAZIONI FINALI

Va considerato che l’Italia possiede tante eccellenze, industrie talentuose, brevetti di ogni genere, cultura di livello elevato negli atenei e nei centri di ricerca, genialità e talento non ultimo l’“Italian style”e l’industria del turismo (purtroppo sfruttato poco e male). Con l’Italia uscita dalla bacchetta magica, ci sarebbe la coda degli investitori dietro le Alpi o alle frontiere a mare per i paesi che affacciano sul Mediterraneo; tutti pronti a fare la fila per investire nella splendida NOSTRA penisola italica.

C’è da domandarsi: “Ma è tanto difficile da capire questo semplice concetto??”, Possibile che in Italia si lotta per un pezzo di pane azzannandoci quando con idee chiare e giusti provvedimenti potremmo disporre di lauti pranzi??

La risposta è ovvia e chiede una inversione di rotta rispetto al Reddito di Cittadinanza ed altre forme di sterile assistenzialismo. La lotta che si sta facendo all’Europa per consentire lo sforamento dei parametri di Maastricht, non può e non deve servire per fare “Assistenza Sociale” o “Interventi a pioggia” per aumentare il consenso elettorale sulle spalle di coloro che purtroppo non hanno il necessario lavoro, non lo possono cercare e che non lo avranno in futuro se le cose non cambieranno. La crisi del Corona-Virus ha costretto l’Europa a rendersi conto del grave problema di questo momento e quindi di sospendere i vincoli insuperabili di bilancio aprendo all’Italia nuove ed importanti opportunità con il Recovery Fund, MES etc..

Ristagnando la decisionalità del Governo Conte II su questi temi si assisterà alla sparizione dei migliori marchi italiani; accadrà di vedere e dover gestire la chiusura di tante aziende e società di eccellenza e quindi aprire gli ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori (ILVA Alitalia e Whirpool docet). Avremo un numero crescente di maestranze che perderanno il lavoro assieme a quelli che lo stanno perdendo a causa di Decreti che paralizzano le attività lavorative di oggi (Decreti DPCM per il Coronavirus come scusa). E’ ovvio che aumenteranno coloro che essendo preparati culturalmente e lavorativamente che non trovando impiego in Italia, andranno ad arricchire i paesi che decidono di impiegarli nelle loro realtà mentre arriveranno dall’Africa orde di “Migranti”.

Così facendo l’Italia andrà sempre più impoverendosi di senso civico e sarà incapace di arginare la concorrenza lasciando uscire le migliori risorse. La politica odierna deve fare proprio il vecchio assioma: il mondo non cambia con la tua opinione….cambia con il tuo esempio”. Occorre un Governo che sappia dare l’esempio.

Utilizzando il buon senso del padre di famiglia e senza andare a disturbare i soloni della contabilità e finanza, tutti comprendono che se lo Stato incassa 100 Euro dall’Erario e spende 100 Euro per tenere in piedi la nazione Italia, non disporrà mai dell’utile indispensabile per ripagare gli interessi di coloro che hanno prestato il denaro nel passato e che lo presteranno per superare la Pandemia legata al Corona-Virus; va ricordato che questo denaro dovrà essere restituito con interessi che ad oggi sfiorano la ottantina di miliardi di Euro l’anno. Quanto diverranno in futuro?

Vediamo di capire cosa farebbe il bravo padre di famiglia se fosse al Governo:

– Ridurrebbe il COSTO tagliando le spese inutili; eliminando gli sprechi e razionalizzando le spese; riducendo le ridondanze politico-geografiche come Provincie, numero dei Deputati e Senatori, dipendenti pubblici, il costo della Politica, l’enorme costo delle proprietà dello Stato inutilizzate (vecchie caserme, palazzi e capannoni abbandonati, costi di affitti etc.); le Partecipazioni Pubbliche senza senso in società che perdono milioni di Euro l’anno (Alitalia docet) e che servono solo come ricettacolo di ex politici o amici di amici; musei del “Niente”; banche popolari che di popolare non hanno altro che le perdite (Monte Paschi docet) e mille altri Enti e società come la Cassa per il rimborso dei danni di guerra in Africa (1940) ed ancora in piedi e simili; Dipendenti locali senza lavoro (Guardie Forestali docet), lavori socialmente utili etc. Ci sono altre centinaia di realtà che non si possono nominare per mancanza di spazio e di tempo ma che formano un tumore dello Stato le cui metastasi stanno riducendo la Cosa Pubblica in maniera ormai insostenibile.

-Aumenterebbe le ENTRATE con il lavoro delle Imprese dei lavori pubblici già finanziati e fermi creando il lavoro ai milioni di imprese (grandi, medie e artigianali) riducendo gli oneri sul lavoro alle imprese ed agli artigiani, ma soprattutto permettendo di acquisire molte commesse di lavoro in Italia ma soprattutto all’estero (ogni Ambasciata o Consolato estero, oltre alla rappresentanza di Stato doverosa, deve fungere da promotore commerciale dei prodotti e delle eccellenze italiane per incrementare l’export). Questo avverrebbe attraverso la firma di accordi multi-laterali, scambi culturali ed artistici (libri, opere d’arte, cinema, mostre, esposizioni, convegni, manifestazioni sportive (Olimpiadi etc.) corsi scolastici, nostre partecipazioni in società strategiche estere etc. Esiste un Ministero degli Esteri ?? Ebbene questa attività promozionale dovrebbe essere una della sue priorità. L’Italia non riesce a spendere la massa di denaro disponibile per infrastrutture già finanziate e finanziabili dalla CEE??? Ebbene deve concentrarsi nell’incremento della capacità progettuale delle Entità Locali (Regioni, Consorzi di Comunità, e Comuni) per disporre di progetti validi e rapidi per migliorare la viabilità, gli spostamenti delle comunità, le infrastrutture e la comunicazione etc., fornendo mezzi e strutture di progetto allo scopo di velocizzare l’impiego dei finanziamenti europei. Non fare questo sarebbe un delitto.

-Rinegozierebbe il proprio debito coi creditori (70/80 miliardi di euro cad. anno oggi) attraverso nuove forme di finanza virtuosa che abbassi l’enorme costo degli oneri fissi. L’Italia, non avendo moneta propria, dovrebbe ottenere dalla Comunità Europea l’intervento della BCE (Banca Centrale Europea) per costringerla (assieme ai Partner europei) ad intervenire comprando le “Emissioni Italiane” a tasso bassissimo (quasi zero). Approfittando che la nuova CE ha aperto le possibilità di indebitamento (Crisi Pandemia) si dovrebbe avviare un grosso piano di investimenti con quel denaro cercare anche di riscattare i titoli in mano ai creditori ad alto tasso di sconto (vecchi BOT, CCT. Etc.) per ridurre i propri volumi di spesa.

-Realizzando la miriade di opere iniziate e non finite ma finanziate. Quelle ferme per il dedalo delle burocrazie e atteggiamenti locali (pretestuosi) per convenienze dei pochi affaristi pubblici e privati ma a discapito dei tanti delle comunità es. la TAV, le infrastrutture nuove e la manutenzione delle vecchie, gli edifici industriali, le opere portuali, le opere di rinsaldamento del territorio etc. Pensando al mantenimento dei mezzi delle strutture delle FF.AA. e formazione dei militari orientati alla modernizzazione della Difesa. Finanziando maggiormente la Ricerca Scientifica e Tecnica delle Università e dei Centri medici. Adeguando il mondo della Istruzione ai parametri europei etc.

E’ ovvio anche che quanto espresso, pur vero, richiede tempo e convergenza di intento politico oggi inesistente. Non serve lo stillicidio odioso e veemente di coloro che intendono la politica come opposizione a tutto e con la UNICA FINALITA’: “mandiamo il Governo a casa e basta”. Questa non è politica.

Al Governo in carica va ricordato che l’impegno del denaro prestato all’Italia in un prossimo futuro dalla EU (2021/22) se speso male andrà comunque restituito non da lui ma dalle generazioni che lo seguiranno e che lo giudicheranno. Non è concepibile lasciare in carica un Governo di minoranze sparse con maggioranze ottenute in una epoca remota e non più aderente alla realtà odierna con un solo obiettivo: “Non far governare una maggioranza ben presente nel paese”.

La Presidenza della Repubblica dovrebbe prendere atto dello scollamento tra paese reale e Governo ed attuare tutte le strumentazioni che la nostra Costituzione attribuisce alla propria carica. Non si può navigare a vela senza il vento e va ricordato a tutti che se si vuole volare ci si deve contornare di aquile e non di conigli.

E’ però anche vero che il popolo delle ultime elezioni regionali ha dato un segnale forte e chiaro alla politica vigente togliendo consenso a quei Partiti che di senso comune non ne hanno molto possedendo idee fuori dal vero bisogno generale. I voti del circa 50/55% degli aventi diritto hanno visto un concentramento degno di nota verso quei partiti che perseguono gli obiettivi del buon padre di famiglia anziché verso l’egoismo di partito o gli interessi propri ammantati di slogan elettorali e di conservazione della propria sedia.

Volendo essere concreti bisogna ricordare un vecchio adagio che dice:

“Abbi il coraggio di far accadere ciò che desideri”.

Antonio Moretta

Corona virus

(revisione del 06.10.2020)

Più che mai oggi va rimarcato l’articolo di “Der Spiegel” che fa a pezzi la classe dirigente tedesca.

Nella panoramica di notizie questo è uno degli articoli più importanti scritti negli ultimi tempi dai giornali europei che riguardano l’Italia ed i suoi rapporti con la Germania. In un redazionale Thomas Fricke (editorialista del giornale tedesco Der Spiegel) mette a nudo una per una tutte le contraddizioni nei rapporti della Germania con l’Italia (articolo da leggere assolutamente).

La Germania ha “un’immagine distorta e fatale dell’Italia”, un’immagine che finirà per “fare a pezzi l’Unione europea”.

Lo scrive oggi in un lungo editoriale che Der Spiegel pubblica addirittura in apertura del proprio sito. Un articolo molto duro nei confronti della classe politica tedesca: Thomas Fricke, che firma il pezzo, non esita a parlare di “tutta questa arroganza tedesca che non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica” e non solo perché “la solita lagna tedesca ha a che fare con la realtà della vita degli italiani quanto i crauti hanno a che vedere con le abitudini alimentari dei tedeschi”.

A detta dello Spiegel, la lite sull’eventuale partecipazione dei tedeschi agli eurobond “è imbarazzante”, perché si preferisce “fantasticare sul fatto che gli italiani avrebbero dovuto risparmiare prima”, fantasie che “spiegano la mancanza di zelo da parte della Germania nel far partire al vertice Ue di questa settimana una storica azione di salvataggio”.

Ed ecco l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”. Ed ancora: “Forse è per colpa dei tanti film sulla mafia”, scrive il settimanale tedesco ironizzando sui rispettivi stereotipi tra i due Paesi, “forse è solo l’invidia per il fatto che l’Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare”.

Secondo Fricke “Se lo Stato italiano in una crisi come questa finisce sotto pressione dal punto di vista finanziario, dipende – se proprio deve dipendere dagli italiani – dal fatto che il Paese ha una quota di vecchi debiti pubblici, ossia dai tempi passati. Solo che questo ha poco a che vedere con la realtà della vita di oggi, ma con una fase di deragliamento degli anni ’80, il che ha a sua volta a che vedere con gli interessi improvvisamente schizzati in alto”.

Lo Spiegel fa anche un paragone storico sempre molto scottante per la Germania: “Se noi tedeschi non avessimo avuto all’estero amici tanto cari che nel 1953 ci abbuonarono una parte dei nostri debiti, staremmo ancora oggi con un pesante fardello in mano. E come va a finire quando le persone devono continuare a pagare debiti nati storicamente, la Germania lo ha dimostrato alla fine della Prima guerra mondiale, quando alla fine il sistema si rovesciò, come da anni rischia di succedere anche in Italia”.

Inoltre, l’editoriale del settimanale ricorda che “da 30 anni lo Stato italiano spende meno per i suoi cittadini di quello che prende loro, con l’unica eccezione dell’anno della crisi finanziaria mondiale 2009. Questo vuol dire risparmi record, non sperperare”. Il giornale cita anche gli investimenti pubblici “tagliati di un terzo dal 2010 al 2015”, così come “si sono rimpicciolite le spese per l’istruzione e la pubblica amministrazione”.

Insomma: “Dolce vita? Stupidaggini. Gli investimenti pubblici dal 2010 in Italia sono calati del 40%. Un vero e proprio collasso”. Questo mentre in Germania, la spesa pubblica “è cresciuta quasi del 20%”, ossia “lo Stato spende a testa un quarto di più di quello che spende in Italia, il che in queste settimane si percepisce dolorosamente”.

Una situazione che con l’attuale crisi da pandemia del coronavirus si tramuta “in un dramma incredibile. In Italia sono mancati i posti letto e sono morte tante persone che oggi forse potrebbero essere ancora in vita. Non è direttamente colpa dei politici tedeschi, ovvio. Ma sarebbe ben giunto il tempo di smettere con folli lezioncine, e di contribuire a far piazza pulita delle cause del disastro, caro signor Schaeuble (già ministro alle Finanze negli anni più caldi dell’eurocrisi) oppure di dire “scusateci” almeno una volta”.

E invece “con assoluta serietà” si continua ancora a parlare della “dipendenza da credito” degli italiani, continua lo Spiegel. “Ma anche qui, un piccolo suggerimento fattuale: i debiti privati, commisurati al Pil, in quasi nessun Paese dell’Ue sono così bassi come in Italia”.

Infine: “È giunta finalmente l’ora di mettere fine a questo dramma, e magari proprio con gli eurobond, quali simbolo della comunità del destino della quale comunque facciamo parte sin da quando abbiamo una moneta comune”, conclude Fricke. “Ancora i tedeschi hanno tempo di raddrizzare la curva dopo le contorte settimane scorse: altrimenti l’Unione europea nel giro di qualche anno non sarà più un’unione”.

Concludendo va sottolineato che:

In Italia come in Francia arriveranno al potere delle persone che (come adesso già fanno Donald Trump o Boris Johnson) non hanno nessuna voglia di stare al gioco, quel gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere”. Sarebbe molto opportuno un atteggiamento generale europeo più conciliante con le esigenze italiane così come sta avvenendo con il Ricoveri fund o gli Eurobond.

Antonio Moretta

(07.08.2020)

COSA POTREBBE ESSERE LA MODERNA FELICITA’

Il livello di tecnologia raggiunto dalla telecomunicazione oggi è impressionante. La velocità nel trasporto di dati ed immagini da un continente all’altro si misura in nanosecondi. Il sistema delle immagini (Cine/TV) condiziona tutto e tutti. Si sta andando verso la omologazione dei sistemi di vita.

I vantaggi offerti sono enormi basta guardare quel che fa un bimbo di 4/6 anni con un telecomando in mano, come gioca con la TV, come riesce a comprendere le trasmissioni figurate in tutte le lingue ed interagisce con il programma creando nuovi giochi e arrivando a diverse risoluzioni di gioco.

E’ impressionante pensare che in tutto il mondo i bimbi stanno vedendo le stesse cose e si stanno formando su quanto vedono e sentono in TV o attraverso i loro I-Pad.

Questa omologazione dell’uomo di domani fa paura perché livella la personalità e impedisce al talento di uscire fuori del seminato voluto e non desiderato.

Un grande filosofo, Gunter Anders, scrisse l’allegato a questa nota nel 1956:

“L’Uomo è antiquato”

vale la pena leggere e meditare. Ci siamo di già dove lui aveva immaginato.

“””””””””””””Per soffocare in anticipo ogni rivolta,

non bisogna essere violenti.

I metodi del genere di Hitler sono superati.

Basta creare un condizionamento collettivo così potente

che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno

più alla mente degli uomini.

L’ ideale sarebbe quello

di formattare gli individui

fin dalla nascita

limitando le loro

abilità biologiche innate.

In secondo luogo,

si continuerebbe il condizionamento

riducendo drasticamente l’istruzione,

per riportarla ad una forma di inserimento professionale.

Un individuo ignorante

ha solo un orizzonte

di pensiero limitato

e più il suo pensiero è limitato

a preoccupazioni mediocri,

meno può rivoltarsi.

Bisogna fare in modo

che l’accesso al sapere diventi sempre

più difficile e elitario.

Il divario tra il popolo

e la scienza,

che l’informazione

destinata al grande pubblico

sia anestetizzata

da qualsiasi contenuto sovversivo.

Niente filosofia.

Anche in questo caso bisogna usare

la persuasione

e non la violenza diretta:

si diffonderanno massicciamente,

attraverso la televisione,

divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo.

Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso.

E’ buono,

in chiacchiere

e musica incessante,

impedire allo spirito di pensare.

Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani.

Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio.

In generale si farà in modo di bandire

la serietà dell’esistenza,

di ridicolizzare tutto ciò

che ha un valore elevato,

di mantenere una costante apologia della leggerezza;

in modo che l’euforia della pubblicità

diventi lo standard

della felicità umana.

E il modello della libertà.

Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione,

che l’unica paura,

che dovrà essere mantenuta,

sarà quella di essere esclusi dal sistema

e quindi di non poter

più accedere alle condizioni necessarie alla felicità.”””””””””””””””

Antonio Moretta

(04.06.2020)

Che fare con il debito pubblico italiano alle stelle in un momento di Pandemia e con la crisi economica in atto???

Alla domanda che alcuni amici mi fanno sulla condizione critica attuale dell’Italia e se c’è una via di uscita, ho risposto molto velocemente (occorrerebbe più spazio e tempo) così:

Dopo le elezioni del 2018 è stata fatta parecchia strada dalla Politica ma la Pandemia Corona Virus ha fermato le macchine ed ha posto al Governo in carica (Conte BIS) ardui, pesanti e nuovi problemi. I risultati di ciò che si e fatto e si sta facendo tardano a venire.  Lo “Status Quo” vede una Italia molto malandata che stiamo lasciando in eredità a chi verrà dopo di noi con molta rissosità politica interna (Centro Destra/centrosinistra/5 Stelle) ed anche esterna (Europa/ Italia). 

Ora i nostri figli e nipoti ereditano una Italia con circa 2.500 Miliardi di Euro di Debito Pubblico ai quali si aggiungeranno altri 2/300 Miliardi di Euro (circa il 10%) per il mancato PIL nel 2020. Laprevisione di perdita per l’anno 2021 è del 5% (altri 150/200 Miliardi) che dovremo prendere in prestito in qualche modo. Il Debito pubblico salirebbe così a circa 2.875 Miliardi.

Si sta provvedendo a Decretare aiuti a fondo perduto per la Ricostruzione della Economia Nazionale, ad occhio e croce altri 3/400 Miliardi da prendere in prestito (più garanzie sui prestiti ai vari settori della Economia per altri 2/300 Miliardi di impegni di garanzie).

Se tutto va bene e trovando le fonti di credito, il PIL (Debito Pubblico Italiano) salirà a circa 3.050 Miliardi presi in prestito (MES e simili e qui si apre un enorme dibattito a tutti i livelli) più garanzie.

Già oggi paghiamo oltre 70 Miliardi di Euro di interessi all’anno, pensiamo a quanti ne dovremo aggiungere. Per almeno 3/4 anni da oggi non torneremo come PIL nazionale al vecchio PIL (2.400 Miliardi). In buona sostanza dovremo riconoscere ai creditori all’incirca 100 Miliardi l’anno di interessi vari per un numero elevato di anni.

Mi sto domandando che mondo lasceremo ai nostri figli e nipoti?????

Cosa sarebbe possibile fare???   Intanto l’Europa dovrebbe autorizzare una quota dei debiti “Ricostruzione Economica Europea” a tutti i paesi in condizioni simili all’Italia. L’intervento Europeo dovrebbe essere non inferiore al 50% del fabbisogno. Per l’Italia circa 300. Miliardi di Euro a “Fondo Perduto”.

L’unica cosa che ci può salvare è “la emissione italiana di BOND” per il fabbisogno reale con bassissimo tasso e per 30/40 anni di durata “destinati alla ricostruzione” che potrebbero essere in gran parte acquistati da italiani che non sanno dove investire i loro risparmi e che se li investono oggi non sanno che fine farà l’investimento (l’aria che tira nel Governo PD/5Stelle è una Patrimoniale del 15% circa) ed è per questo che i risparmi italiani sono e andranno di fretta all’estero).

Sulle nostre emissioni di titoli dovremmo ottenere dalla Europa il “Disco Verde” e la “Garanzia” che l’invenduto verrà sicuramente sottoscritto dalla BCE.

Questo denaro fresco in arrivo e con un Governo non formato dagli attuali “Lacchè” dell’Alta Finanza “amici degli amici”, potrebbe con fatica ma sicuramente cambiare lo stato delle cose.

L’Europa senza l’Inghilterra e se dovesse uscire l’Italia, sarebbe una Germania allargata che non andrebbe bene a nessuno tanto meno alla Francia. Inoltre se l’Europa consentisse il libero mercato dei titoli italiani, vedrebbe entrare in possesso del debito italiano paesi come la Russia, la Cina, gli Emirati Arabi, il Giappone, l’Arabia Saudita etc.  Si sa che chi detiene il credito di un paese è un po’ arbitro della politica del debitore. Questo sarebbe lo smantellamento dell’Europa e i paesi leader Germania e Francia) lo sanno bene e navigano nello stesso nostro mare di guai. Mentre, se il credito è detenuto dalla BCE, l’arbitro della politica italiana sarebbe una Banca europea ma posseduta al 15% circa dall’Italia!

Detto questo penso che un buon Governo con gente di “Carisma” e dotata di padronanza, Idee chiare, esperienza e capacità persuasiva, potrebbero ottenere un buon successo nelle mediazioni europee e così si potrebbe iniziare la scalata della aspra montagna di lavoro che ci aspetta.

Ponendo uno sguardo all’insieme dei Partiti al Governo, alla mancanza di un supporto popolare (nonostante i numeri in parlamento ottenuti nella corrente legislatura) alla partenza col piede sbagliato dei DPCM (con un Presidente del Consiglio senza Partito, senza voti popolari, senza esperienza politica e senza avere con se collaboratori politici ma dotato di consulenti “amici degli amici”) con i partiti fuori della maggioranza accaniti per il mancato coinvolgimento della Opposizione in Parlamento etc., non penso che sia possibile conquistare l’aderenza ai programmi ed il rispetto di una Europa che ci sta guardando con enorme diffidenza.

 Ci riusciremo????? “Ai posteri l’ardua sentenza!”.

Antonio Moretta

(08.05.2020)