Che fare con il debito pubblico italiano alle stelle in un momento di Pandemia e con la crisi economica in atto???

Alla domanda che alcuni amici mi fanno sulla condizione critica attuale dell’Italia e se c’è una via di uscita, ho risposto molto velocemente (occorrerebbe più spazio e tempo) così:

Dopo le elezioni del 2018 è stata fatta parecchia strada dalla Politica ma la Pandemia Corona Virus ha fermato le macchine ed ha posto al Governo in carica (Conte BIS) ardui, pesanti e nuovi problemi. I risultati di ciò che si e fatto e si sta facendo tardano a venire.  Lo “Status Quo” vede una Italia molto malandata che stiamo lasciando in eredità a chi verrà dopo di noi con molta rissosità politica interna (Centro Destra/centrosinistra/5 Stelle) ed anche esterna (Europa/ Italia). 

Ora i nostri figli e nipoti ereditano una Italia con circa 2.500 Miliardi di Euro di Debito Pubblico ai quali si aggiungeranno altri 2/300 Miliardi di Euro (circa il 10%) per il mancato PIL nel 2020. Laprevisione di perdita per l’anno 2021 è del 5% (altri 150/200 Miliardi) che dovremo prendere in prestito in qualche modo. Il Debito pubblico salirebbe così a circa 2.875 Miliardi.

Si sta provvedendo a Decretare aiuti a fondo perduto per la Ricostruzione della Economia Nazionale, ad occhio e croce altri 3/400 Miliardi da prendere in prestito (più garanzie sui prestiti ai vari settori della Economia per altri 2/300 Miliardi di impegni di garanzie).

Se tutto va bene e trovando le fonti di credito, il PIL (Debito Pubblico Italiano) salirà a circa 3.050 Miliardi presi in prestito (MES e simili e qui si apre un enorme dibattito a tutti i livelli) più garanzie.

Già oggi paghiamo oltre 70 Miliardi di Euro di interessi all’anno, pensiamo a quanti ne dovremo aggiungere. Per almeno 3/4 anni da oggi non torneremo come PIL nazionale al vecchio PIL (2.400 Miliardi). In buona sostanza dovremo riconoscere ai creditori all’incirca 100 Miliardi l’anno di interessi vari per un numero elevato di anni.

Mi sto domandando che mondo lasceremo ai nostri figli e nipoti?????

Cosa sarebbe possibile fare???   Intanto l’Europa dovrebbe autorizzare una quota dei debiti “Ricostruzione Economica Europea” a tutti i paesi in condizioni simili all’Italia. L’intervento Europeo dovrebbe essere non inferiore al 50% del fabbisogno. Per l’Italia circa 300. Miliardi di Euro a “Fondo Perduto”.

L’unica cosa che ci può salvare è “la emissione italiana di BOND” per il fabbisogno reale con bassissimo tasso e per 30/40 anni di durata “destinati alla ricostruzione” che potrebbero essere in gran parte acquistati da italiani che non sanno dove investire i loro risparmi e che se li investono oggi non sanno che fine farà l’investimento (l’aria che tira nel Governo PD/5Stelle è una Patrimoniale del 15% circa) ed è per questo che i risparmi italiani sono e andranno di fretta all’estero).

Sulle nostre emissioni di titoli dovremmo ottenere dalla Europa il “Disco Verde” e la “Garanzia” che l’invenduto verrà sicuramente sottoscritto dalla BCE.

Questo denaro fresco in arrivo e con un Governo non formato dagli attuali “Lacchè” dell’Alta Finanza “amici degli amici”, potrebbe con fatica ma sicuramente cambiare lo stato delle cose.

L’Europa senza l’Inghilterra e se dovesse uscire l’Italia, sarebbe una Germania allargata che non andrebbe bene a nessuno tanto meno alla Francia. Inoltre se l’Europa consentisse il libero mercato dei titoli italiani, vedrebbe entrare in possesso del debito italiano paesi come la Russia, la Cina, gli Emirati Arabi, il Giappone, l’Arabia Saudita etc.  Si sa che chi detiene il credito di un paese è un po’ arbitro della politica del debitore. Questo sarebbe lo smantellamento dell’Europa e i paesi leader Germania e Francia) lo sanno bene e navigano nello stesso nostro mare di guai. Mentre, se il credito è detenuto dalla BCE, l’arbitro della politica italiana sarebbe una Banca europea ma posseduta al 15% circa dall’Italia!

Detto questo penso che un buon Governo con gente di “Carisma” e dotata di padronanza, Idee chiare, esperienza e capacità persuasiva, potrebbero ottenere un buon successo nelle mediazioni europee e così si potrebbe iniziare la scalata della aspra montagna di lavoro che ci aspetta.

Ponendo uno sguardo all’insieme dei Partiti al Governo, alla mancanza di un supporto popolare (nonostante i numeri in parlamento ottenuti nella corrente legislatura) alla partenza col piede sbagliato dei DPCM (con un Presidente del Consiglio senza Partito, senza voti popolari, senza esperienza politica e senza avere con se collaboratori politici ma dotato di consulenti “amici degli amici”) con i partiti fuori della maggioranza accaniti per il mancato coinvolgimento della Opposizione in Parlamento etc., non penso che sia possibile conquistare l’aderenza ai programmi ed il rispetto di una Europa che ci sta guardando con enorme diffidenza.

 Ci riusciremo????? “Ai posteri l’ardua sentenza!”.

Antonio Moretta

(08.05.2020)

Autore: Antonio Moretta

Professione: manager industriale (in pensione), attualmente scrittore di narrativa e consulente nel settore Energia nazionale ed internazionale; Lingue: Francese – Inglese; Codice Fiscale: MRTNTN40P30H501V Istruzione: • -1960 Scuola media superiore presso l’istituto tecnico industriale ITIOMF di Roma con specializzazione in meccanica di precisione; • -1962 Vincitore presso il Ministero della Pubblica Istruzione di Roma del pubblico concorso in “Produzione ed Organizzazione Industriale” tenuto presso la Alfa Romeo-SpA di Milano dipartimento direzione e pianificazione (Ing. Zeni) per circa 2 anni (borsista del Min. Pubblica Istruzione); • -1962 Corso studi universitari in Economia e Commercio presso l’università Cattolica del Sacro Cuore in Milano; • -1986 Laurea PHD Doctor H.C. in “Scienze Economiche” presso la Kensighton University di Los Angeles, USA (Università Italo-americana); Esperienze professionali: 1963 Ufficiale dell’Esercito Italiano (Pionieri di Fanteria), ad oggi Capitano della Riserva; 1964 -1967 Direttore della SAIRA S.p.A., Verona (gruppo Maccaferri) nello stabilimento industriale meccanico IOMSA in Roma; 1967-1968 Direttore della MERA S.p.A. (gruppo Guardiano) in Ragusa specializzata nella costruzione delle strutture metalliche, tanks e boilers; 1968 - 1971 Direttore Tecnico della Sicilprofilati S.p.A. (gruppo Italimprese) nello stabilimento di Catania (strutture metalliche e prefabbricati civili ed industriali); 1972 Direttore Generale della Sicilprofilati S.p.A. di Catania (dirigente industriale dal 1972); 1972 - 1979 Amministratore Delegato della IMPA S.p.A. (gruppo Italimprese) in Catania e co-fondatore della Società e progettista dello stabilimento industriale della V strada in CT; 1979 - 1988 Amministratore delegato e Consigliere di Amministrazione della IMPA S.p.A. in Catania. La società è una grande industria i cui prodotti sono: impianti petrolchimici “In” and “Off-shore”, carrozze ferroviarie, locomotive elettriche da treno, CTE (Centrali Termoelettriche) ed impianti termoelettrici e nucleari, caldarerie, strutture pesanti e leggere per edifici multipiano e ponti a tecnologia avanzata, strade, ecc..), capitale sociale della società pari a 37 Miliardi di Lire, dipendenti fino a 1400 in Italia ed all’Estero; 1989 - 1992 General Manager del gruppo Italimprese S.p.A. di Roma, (Holding proprietaria anche delle società ITIN S.p.A., COGEI S.p.A., SACMA S.p.A., SAEM S.p.A. etc.); capitale sociale 165,2 Miliardi di Lire e n° 3000 dipendenti nelle società possedute (Turn-over annuale di Lit. 350 Miliardi); 1993 -1996 Consigliere della ITIN Italimprese Industrie S.p.A. di Roma (appartenente alla Holding Italimprese); 1995 - 1997 Consulente per la direzione strategica e commerciale nazionale ed estera della SIME S.p.A. di Roma (Montaggi elettrici, Linee di trasmissione elettrica, stazioni e sottostazioni elettriche); Consulente per la direzione strategica e direzione commerciale nazionale ed estera della A. Marinelli S.r.l. di Napoli associata alla Siemens tedesca (linee di trasmissione elettrica, montaggi elettrici, quadristica ecc.) in società ha tenuto anche il ruolo di Consigliere del C.d.A; Fino al 1997 Consigliere della ITIN-FRANCE (Francia) realizzatrice di diversi lavori per Euro Disney del tipo impiantistico e strutturale e centrali Elettronucleari (SUPERPHOENIX DI Lione FR); Fino al 1997 Presidente del Consorzio ITALBO (Italimprese SPA di Roma e Bosco SPA di Terni) operante sul territorio italiano per Grandi Carpenterie;

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