In Italia MES SI!! oppure MES NO!!

a)-Cos’è il “MES” (Meccanismo Europeo di Stabilità)

Il Meccanismo Europeo di Stabilità (noto anche come MES) è un’organizzazione intergovernativa dei paesi che condividono l’euro come moneta ed ha il compito statutario di aiutare i paesi che si trovano in difficoltà economica.

Il MES è stato fondato nel settembre del 2012 e aveva anche lo scopo di superare altri due fondi creati in precedenza allo stesso scopo (EFSF ed EFSM).  Ha una dotazione di 80 miliardi di euro, pagati in maniera proporzionale dai soci membri (Italia ha già versato circa 14 Miliardi di euro).

Per ricevere l’aiuto, uno Stato membro deve accettare un piano di riforme fissato dal MES e da esso sorvegliato attraverso una commissione formata dalla Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI).

E’ stata introdotta recentemente una modifica ai regolamenti più calmierata della precedente ma per attivare questa linea di credito il Paese richiedente può usufruirne solo se i suoi bilanci rispettino i parametri di Maastricht. NB. 10 stati su 19 membri dell’eurozona (Italia compresa) non potranno quindi utilizzarla a proprio vantaggio in quanto fuori parametri di Maastricht.

Ne sono membri tutti i Paesi dell’Eurozona che, attualmente, sono 19 eccoli:

Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna. Questi paesi sostengono il MES in proporzione; l’Italia contribuisce con il 17,7% sul totale di circa 700 Miliardi di Euro previsti (l’Italia quindi ne dovrà arrivare a dare nel tempo123,9 Miliardi di euro. La recente delibera del MES assegna all’Italia la somma di 34/36 Miliardi di Euro solo per investimenti nel settore della Sanità.

Diamo una occhiata da vicino a questo MES, esso è retto da:

-Un “Consiglio dei Governatori” Ciascuna nazione nomina il suo consigliere;

-Un “Consiglio di Amministrazione” che a sua volta nomina il “Direttore Generale” e decide a maggioranza (85%). Il Direttore Generale nominato oggi è il tedesco Klaus Regling che resta in carica fino al 2023 e che viene anche soprannominato “il Re d’Europa” per gli ampi poteri che ha.  Egli dirige un consesso di Vertici manageriali formato da: David Eatough, Rolf Strauch, Christophe Franklen, Kalin Anev Janse, Sofie de Beule-Roloff; Francoise Blondeel. Praticamente il MES è formato e guidato da Tedeschi e Francesi. Viene da chiedersi dove erano gli italiani al momento della costituzione dei vertici, o dormivano o non potevano fare altro. Si può dedurre che Il MES è in mano alla Troika Franco-tedesca.

Vediamo cosa avviene e cosa è necessario fare se venga concesso un prestito all’Italia (si parla di circa 34/36 Miliardi di euro) e se l’Italia accettasse le condizioni del MES:

Occorre trovare l’intesa della Commissione Europea e BCE (lungaggini e maggioranze sfavorevoli).

-Il prestito dato all’Italia fruisce dello status di “Creditore Privilegiato” rispetto a tutti gli altri crediti italiani (è immaginabile che nessuno intenda vedere sottostare al privilegio il proprio credito. Il creditore quindi chiederà maggiori interessi o non comprerà affatto titoli italiani avendo sul mercato titoli più sicuri, vedi caso tedeschi e Francesi).

-Il MES, di concerto con la Commissione Europea e BCE (l’Italia conta poco o nulla in questi organismi) crea le “Missioni di Controllo post-prestito” alle quali partecipa anche il FMI con il comune obiettivo di “Valutare se l’Italia continui ad attuare politiche solide e se sussista il rischio tale da giudicare che non sia in grado di rimborsare il prestito”.

-Questa sovrapposizione di Controllo delle attività si protrarrà fino a che non venga restituito il 75% del debito. In poche parole Troika ed Alta Finanza sono padroni di orientare la Politica Italiana e se necessario (essendo privilegiati) ridurre i crediti verso terzi creando l’innalzamento dello Spread e difficoltà di piazzamento di titoli italiani (considerati carta straccia dagli investitori).

b) Commenti sullo Statuto MES

L’articolo 4.8 dello Statuto precisa che se l’inadempiente (l’Italia in questo caso) non soddisfa il contratto PERDE IL DIRITTO DI VOTO fino a quando non sana la inadempienza.

-L’articolo 9 dello Statuto “Richiesta di Capitale” viene deciso a maggioranza dal Consiglio d’Amministrazione con l’85% (Italia solo 17,7%). Se l’Italia non dovesse adempiere ai versamenti richiesti diventa inadempiente e deve sottostare alle indicazioni prese in consiglio senza la sua presenza.

-L’art.14.6 dello Statuto da facoltà al Consiglio di Amministrazione, di concerto con la BCE, di cambiare le condizioni di rapporto se la “Linea di Credito” sia o meno adeguata o se richieda un adeguamento.

-L’articolo 32.1 dello Statuto prevede che venga conferito lo “Status Giuridico, privilegi ed immunità a tutto il personale della MES nei territori dove opera”. Questo elemento è a carico del paese che riceve il finanziamento e lo deve attuare con propri provvedimenti.

-L’articolo 32.3 dello Statuto impone che i beni, le disponibilità, le proprietà (ovunque possedute) del MES, godano del “Beneficio della Immunità”; pertanto perquisizioni, sequestri, confische, espropri, pignoramenti, etc. “Non trovano Applicazione”; Anche questo elemento è a carico del paese che riceve il finanziamento con propri provvedimenti.

-L’articolo 32.5 dello Statuto prevede che gli archivi del MES siano ovunque “Inviolabili”.

-L’articolo 32.6 dello statuto prevede che anche i locali, ovunque siano, sono “Inviolabili”.

-L’articolo 32.8 dello Statuto prevede che tutte le documentazioni e le archiviazioni siano “Inviolabili ovunque siano”.

-L’articolo 34 dello Statuto prevede che tutto il personale del MES deve godere della “Immunità e Inviolabilità”.

E’ Ovvio che per non rendere esecutivi i termini dello Statuto (come i Partiti del Governo italiano vanno dicendo e sostengono e pensano che ciò sia possibile) occorre una delibera degli organi di Governo dell’Europa della BCE e del MES che cambi lo Statuto del MES.

La lettera del Presidente della CE Paolo Gentiloni del 07.05.2020 (che promette una riduzione delle prescrizioni capestro del MES) non è altro che un Atto Politico che non può superare l’applicabilità dello Statuto in ogni caso che richiede una modifica di Statuto. La lettera Gentiloni ha il suo peso ma vale solo come indicazione.

Nelle varie riunioni europee sul tema MES si sarebbe paventata anche la ipotesi di una moratoria di un anno sulla applicabilità dei vincoli di Statuto (cosa tutta da verificare). Un anno passerebbe solo tra burocrazia e scambi tra Italia e CEE. Dopodiché riprenderebbe vigore lo Statuto MES. Sembra più uno specchietto delle allodole che un vantaggio vero.

Va rimarcato inoltre che il finanziamento MES, una volta deciso e contrattato, si erogherà in “Tranche del 15%” sulla base dello stato di esecuzione dei progetti realizzati.

c)- Considerazioni finali

Con la condizione attuale di difficoltà del Governo (crisi Pandemica) sembra che abbia serie difficoltà di programmazione di 36 Miliardi di Euro di spesa entro breve tempo. Quindi questi Miliardi del MES arriveranno (se arriveranno) con il contagocce.

Il tasso previsto è zero ma è legato alla variabilità del costo per la raccolta delle fonti finanziarie da parte MES e quindi le banche della Finanza loro amica. L’onere eventuale sarà ribaltato sul debitore (si spera che rimanga zero ma non vi è certezza).

A questo punto è lecito pensare che ci possa essere una pesante influenza effettiva della politica dei paesi componenti la UE sull’Italia??

-E’ sbagliato far rilevare che i paesi che maggiormente potranno avere necessità di ricorrere al MES sono quelli più piccoli ed esposti con titoli di prestito e che non contano nulla nella struttura del MES stesso quindi non hanno potere reale??

-E’ sbagliato pensare che nel caso in cui si acceda al prestito MES, un paese come l’Italia che ha un debito pubblico superiore al 60% del PIL deve (sotto la guida del MES) ricondizionare il debito??  (Guarda caso la Germania ha il Debito Pubblico sotto il 60%). Questo potrebbe voler dire che tutti i debitori non privilegiati (ad esempio i privati cittadini italiani che hanno BOT, CCT, Titoli  etc.) si potrebbero vedere ridurre il valore del proprio credito con interventi legislativi??

-E’ un errore pensare che il denaro del MES entrerebbe attraverso le banche e che prioritariamente andrà (in fase di ricondizionamento del debito) a stornare i debiti con chi detiene i crediti (sempre attraverso banche) e che poco o niente andrà a corroborare gli investimenti della Nazione semplicemente se il disavanzo pubblico dovesse superare il 3% previsto negli accordi di Maastricht?? (Il Governo sta già programmando la fuoriuscita dal 3% del Piano Finanziario 2021 a causa degli enormi costi del Coronavirus ed i mancati incassi dell’erario).Cosa farebbe il MES è assolutamente certo.

-Sicuramente è per la somma di queste considerazioni che tutte le nazioni europee non vogliono il Mes.

d)- Cosa succederebbe se il Mes non attiva le sue linee di credito??

Una concreta ipotesi è che il MES NON AVENDO RAGIONE DI ESISTERE si dovrebbe chiudere. In questo caso la TROIKA e l’ALTA FINANZA perderebbero il controllo delle banche in Europa, della BCE e perderebbero l’influenza politica sulla Comunità Europea. Forse è per questo che il PPE (Partito Popolare Europeo) spinge per attivare il MES e anche il partito italiano Forza Italia (che fa parte del PPE) schiaccia l’occhio al Governo Italiano per spingerlo a deliberare in Parlamento l’accesso al MES.

Ora vale pena domandarsi:

MES SI! oppure MES NO!

Antonio Moretta

(21.10.2020)

Autore: Antonio Moretta

Professione: manager industriale (in pensione), attualmente scrittore di narrativa e consulente nel settore Energia nazionale ed internazionale; Lingue: Francese – Inglese; Codice Fiscale: MRTNTN40P30H501V Istruzione: • -1960 Scuola media superiore presso l’istituto tecnico industriale ITIOMF di Roma con specializzazione in meccanica di precisione; • -1962 Vincitore presso il Ministero della Pubblica Istruzione di Roma del pubblico concorso in “Produzione ed Organizzazione Industriale” tenuto presso la Alfa Romeo-SpA di Milano dipartimento direzione e pianificazione (Ing. Zeni) per circa 2 anni (borsista del Min. Pubblica Istruzione); • -1962 Corso studi universitari in Economia e Commercio presso l’università Cattolica del Sacro Cuore in Milano; • -1986 Laurea PHD Doctor H.C. in “Scienze Economiche” presso la Kensighton University di Los Angeles, USA (Università Italo-americana); Esperienze professionali: 1963 Ufficiale dell’Esercito Italiano (Pionieri di Fanteria), ad oggi Capitano della Riserva; 1964 -1967 Direttore della SAIRA S.p.A., Verona (gruppo Maccaferri) nello stabilimento industriale meccanico IOMSA in Roma; 1967-1968 Direttore della MERA S.p.A. (gruppo Guardiano) in Ragusa specializzata nella costruzione delle strutture metalliche, tanks e boilers; 1968 - 1971 Direttore Tecnico della Sicilprofilati S.p.A. (gruppo Italimprese) nello stabilimento di Catania (strutture metalliche e prefabbricati civili ed industriali); 1972 Direttore Generale della Sicilprofilati S.p.A. di Catania (dirigente industriale dal 1972); 1972 - 1979 Amministratore Delegato della IMPA S.p.A. (gruppo Italimprese) in Catania e co-fondatore della Società e progettista dello stabilimento industriale della V strada in CT; 1979 - 1988 Amministratore delegato e Consigliere di Amministrazione della IMPA S.p.A. in Catania. La società è una grande industria i cui prodotti sono: impianti petrolchimici “In” and “Off-shore”, carrozze ferroviarie, locomotive elettriche da treno, CTE (Centrali Termoelettriche) ed impianti termoelettrici e nucleari, caldarerie, strutture pesanti e leggere per edifici multipiano e ponti a tecnologia avanzata, strade, ecc..), capitale sociale della società pari a 37 Miliardi di Lire, dipendenti fino a 1400 in Italia ed all’Estero; 1989 - 1992 General Manager del gruppo Italimprese S.p.A. di Roma, (Holding proprietaria anche delle società ITIN S.p.A., COGEI S.p.A., SACMA S.p.A., SAEM S.p.A. etc.); capitale sociale 165,2 Miliardi di Lire e n° 3000 dipendenti nelle società possedute (Turn-over annuale di Lit. 350 Miliardi); 1993 -1996 Consigliere della ITIN Italimprese Industrie S.p.A. di Roma (appartenente alla Holding Italimprese); 1995 - 1997 Consulente per la direzione strategica e commerciale nazionale ed estera della SIME S.p.A. di Roma (Montaggi elettrici, Linee di trasmissione elettrica, stazioni e sottostazioni elettriche); Consulente per la direzione strategica e direzione commerciale nazionale ed estera della A. Marinelli S.r.l. di Napoli associata alla Siemens tedesca (linee di trasmissione elettrica, montaggi elettrici, quadristica ecc.) in società ha tenuto anche il ruolo di Consigliere del C.d.A; Fino al 1997 Consigliere della ITIN-FRANCE (Francia) realizzatrice di diversi lavori per Euro Disney del tipo impiantistico e strutturale e centrali Elettronucleari (SUPERPHOENIX DI Lione FR); Fino al 1997 Presidente del Consorzio ITALBO (Italimprese SPA di Roma e Bosco SPA di Terni) operante sul territorio italiano per Grandi Carpenterie;

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