Tra Politica e Sociale Privato esiste una differente velocità di progresso.

(dove stiamo andando? – Come sta cambiando il mondo sotto i nostri piedi? – Cosa fare?)

Nel 1975/80 per parlare telefonicamente dal paese di Varco Sabino in provincia di Rieti (o da qualunque paese della periferia delle grandi città) a Roma bisognava andare al “Posto Pubblico” della SIP, prenotare la chiamata ed attendere la possibilità di collegamento (aspettando a volte oltre un’ora e facendo la fila di molte persone). Da un lato era bello per il rapporto umano che si creava tra gli astanti (tutti sapevano tutto di tutti) ma per l’efficienza del sistema comunicativo eravamo i trogloditi della comunicazione con spreco di tempo ed energia sociale enorme.

In quegli anni la informazione sui fatti e sugli eventi della nostra vita avveniva prevalentemente attraverso due canali: la Televisione/Radio e la Stampa (Giornali, riviste, libri etc.); ovvero tutto veniva filtrato da “intermediari della comunicazione (giornalisti, scrittori opinion maker, capiredattori etc.) solo pochi eletti potevano avere contatto diretto con gli “attori della comunicazione”.

Si filmava in celluloide con apparecchi a valvole e marchingegni meccanici sofisticati (cineprese e macchine foto) con sviluppo della pellicola in ambienti specializzati (Kodak, Ferrania etc.) e l’archiviazione dei dati e dei fatti (immagini) era costosissima se in carta e molto laboriosa se in celluloide. La qualità delle immagini era scadente e sfuggevole nel tempo. Lo svago informativo era rappresentato dal “Cinema” e da alcune trasmissioni televisive (Soap Opera).  Il sistema delle comunicazioni risultava scarso ed inefficiente che non teneva il passo con le esigenze del tempo ed il mondo in evoluzione. Le lungaggini diventavano un ostacolo insormontabile per le esigenze di sicurezza, trasparenza e di difesa delle idee e dei popoli. Le industrie, in un mercato sempre più globale, avevano bisogno di una maggiore velocità di collegamenti per scambiare il mare di informazioni di cui necessitavano. Gestire una filiale estera era una impresa titanica.

Dai paesi più evoluti (Usa e Russia) per motivi quasi esclusivamente militari vennero inviati satelliti in orbita che costituirono una rete di comunicazioni planetaria chiamata “WWW” (dal significato di ragnatela intorno al mondo “World Wide Web”) e formata da grandi “Server” (Servitore, è un componente informatico, tipicamente un grosso computer che fornisce un qualunque tipo di servizio attraverso una rete di computer collegati alla velocità prossima a quella della luce oggi tra i più importanti ci sono: Google, Yahoo, Tiscali e altri).

Oggi parlare di come si viveva cinquant’anni fa diventa un tuffo nel medioevo, invece è passato solo un soffio di vita. Coloro i quali rappresentavano la classe dirigente di ieri sono ancora oggi in vita ed in parte inseriti come dirigenti nei gangli della struttura sociale e politica di oggi. Se non hanno avuto possibilità di emanciparsi ora sono diventati obsoleti.

Negli anni sessanta venne un signore americano tale Jack Kilby della “Texas Instruments” (USA) che inventò il “Micro Chip al Silicio” ovvero il primo circuito integrato che dette origine alla rivoluzione del sistema delle Telecomunicazioni. I meccanismi e gli apparati che servivano per fare funzionare i primi calcolatori elettronici a disco ed a nastro magnetico, ieri, occupavano una o più stanze. Oggi la stessa funzione si svolge attraverso un “Elaboratorino tascabile” (I-Pad o I-Phon).

Oggi chilometri e chilometri di cavi in rame sono stati sostituiti con la “Fibra Ottica” e l’efficienza e velocità di scambio del sistema ottico rispetto all’elettrico di ieri è migliaia e migliaia di volte superiore e velocissimo. Basta pensare che tra l’America e L’Europa sono stati posati cavi sottomarini in fibra ottica per migliaia di chilometri (nel 2002 circa 250.000 Km.) che saturano il fabbisogno di scambio di comunicazioni via terra tra i due continenti.

L’avvento del “PC” (Personal Computer) e dei suoi rapidi collegamenti con I-Phon, I-Pad etc., la velocità degli scambi di informazioni e spostamenti, l’accesso rapido alle informazioni con i telefoni cellulari e tutto ciò che ne è derivato; hanno costituito la molla che ha innescato un generale progresso tecnico ed economico dalle proporzioni inimmaginabili che ha avvicinato i popoli di tutto il mondo scambiando usi e costumi oltre che informazioni, cultura merci e mercati e tutto alla velocità della luce (300.000 Km. al secondo)

Il microchip di un computer (Scheda madre) di oggi ha una capacità di memoria di centinaia e migliaia di “Giga Bit” (un Giga Bit equivale a un milione di posizioni di memoria). Oggi in una semplice “Pen Drive” (scatoletta di memoria portatile grande quanto un polpastrello di dito mignolo) si possono archiviare anche diecimila fotografie o migliaia di documenti, mentre ieri servivano molti armadi e raccoglitori e tanta, tanta carta deperibile e personale impiegatizio.

Sono in corso studi approfonditi e vicini alla definizione di “Micro Chip” particolari che oltre al Silicio e Carbonio utilizzano il “Grafene” (costituito da un solo strato di atomi di Carbonio). Lo studioso inventore è l’ing. Michele Tamagnone (italiano) che opera presso il laboratorio Juan Mosig in Ginevra (CH) ed il suo Chip, filtrando le onde magnetiche, fa passare solo quelle interessate e blocca le altre. L’efficienza di questo sistema, una volta utilizzabile in maniera standard, aumenterà immensamente la velocità delle attuali comunicazioni, mantenendo la riservatezza dei dati e le quantità di archivio dei dati stessi.

A questo punto viene da domandarsi: “Ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è diventato un altro?? No!……. Non è lo stesso! “. Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale e politica ed il popolo che, senza accorgersene, viene sistematicamente ed opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia ed hanno moderne cognizioni tecnico-gestionali. È avvenuta ed è in corso una vera e propria rivoluzione incruenta, che viene definita: “la quarta rivoluzione sociale” dopo la terza di Jeremy Rifkin.

Sono stati realizzati i “Social Network” (Facebook, YouTube, Instagram etc.) che hanno creato la informazione diretta (senza l’intermediazione dei canali informativi tradizionali) che ora hanno l’obbligo di aggiornarsi pena la loro obsolescenza. Oggi il giornale si legge sul Computer e le notizie nei comunicati diretti e giornalieri (addirittura sui cellulari scorrono le notizie ora per ora, minuto per minuto). Molto bisognerà fare per regolare il settore questo è certo ma ormai il nuovo sistema dell’informazione ha velocizzato le comunicazioni e cambiato l’intero mondo informatico e le nostre abitudini.

Oggi per dirigere una azienda o contattare un fornitore non è più strettamente necessario andare ogni giorno in ufficio, attendere periodicamente i dati dalle filiali per dar direttive, spedire una lettera ed attendere la risposta prima di replicare. Oppure effettuare estenuanti e lunghi viaggi per incontrare dirigenti o famigliari e mercati o rappresentanze locali per collocare le merci. La necessità di avere i mercati di approvvigionamento o acquisto vicino per abbattere i costi di trasporto, ricevere un pagamento o fare un bonifico alla posta o alla banca etc. è diventato assolutamente indispensabile ma è divenuto e normalissima “routine”.

Oggi con le “APP” (Applicazioni generalizzate per i Computers) necessarie al lavoro o allo svago sono semplicemente ottenute attraverso semplici collegamenti computerizzati. Automaticamente si è messo in collegamento tutti i Computers di tutto il mondo ed in “Tempo Reale; si fanno le videoconferenze tra aziende distanti migliaia di chilometri, bonifici o accrediti istantanei, acquisti e vendite in WEB, scambio di notizie o rapporti interpersonali in video-diretta, foto e film con sistema digitale istantaneo con possibilità di fornire variazioni all’ultimo secondo, disporre di ogni vocabolario necessario o traduzioni istantanee in ogni lingua, parlarsi vedendosi sugli schermi dei veloci mezzi di comunicazione “Desk-Top” etc.

In buona sostanza oggi il tempo per agire e per pensare si è drasticamente ridotto e l’efficienza è aumentata a dismisura raggiungendo valori giganteschi ieri impensabili. Il progresso cammina alla velocità supersonica dei Jet, dei Droni e della Fibra Ottica ed il lavoro di fatica dell’uomo vien trasferito prevalentemente ai Robot”. Il modo di lavorare sta diventando “Smart Working” (lavorare stando a casa) con dimezzamento degli spostamenti.

Tutto questo succede mentre la burocrazia ed i sistemi di collegamento di alcuni apparati dello Stato procedono ancora (specie nelle periferie) a passo di lumaca. Sta sparendo l’artigianato ed il piccolo commercio a favore della crescita esponenziale dei supermercati, dei centri commerciali, degli “outlet”. Oggi si compra via “Internet”, si prenotano viaggi, crociere, teatri e cinema, si chiamano taxi, si spostano valori via Internet in simultanea etc., via etere o cellulare. Sta morendo la lettera commerciale ed è già morta la cartolina postale. L’uso della cartamoneta sta diminuendo sostituita dal denaro magnetico (carte di credito, Smart-card etc.), la banca vecchia maniera è al collasso perché le operazioni oggi si fanno in “Home banking” o per telefono cellulare, i nostri “Call Centers” con i quali oggi parliamo sistematicamente, sono a Singapore o in Cossovo o altrove). Abbiamo già dato l’addio alle signorine del centralino di ieri.

Spesso chiediamo informazioni al telefono a dei “Robot parlanti” o siamo diretti in auto da Sistemi satellitari tipo “Google Map”. Le nostre auto parcheggiano da sole e nel futuro prossimo avremo la guida automatizzata in autostrada; la spesa la faremo con i Robot del frigorifero collegato ai fornitori via Computers. Insomma il mondo è in evoluzione rapida ed inarrestabile.

Sorgono altre domande: “Ma è lo stesso mondo di ieri quello su cui poggiamo i piedi oggi o il pianeta è un altro? La risposta è No!  Ancora:” Ma noi siamo gli stessi?”. Tutto è cambiato ed è mutato anche il rapporto tra gli attori della vita sociale, anche noi del popolo stiamo mutando. Il sociale è opportunamente rimpolpato dalle nuove leve generazionali che stanno sostituendo la vecchia guardia cambiandola ineluttabilmente. È avvenuta una vera e propria rivoluzione incruenta ma inesorabile. Oggi è possibile con “Skype” collegarsi con l’isola di Mauritius piuttosto che con Boston (USA) in diretta ed è possibile parlare in video con chi è seduto dall’altra parte del mondo (Videoconferenza) ; trasferire fondi o ricevere pagamenti a vista, firmare un contratto o recitare congiuntamente con l’interlocutore un copione, assistere in diretta a qualunque evento trasmesso dai “Mediae che sta avvenendo all’altro capo del mondo (Sport, Concerti, eventi politici o culturali ed avvenimenti in genere).

Capita di vedere in televisione in occasione di qualche telegiornale la sala del parlamento, mentre l’Onorevole “X” sta parlando, si vedono chiaramente uno o più signori seduti sotto lo scanno della Presidenza che battono i tasti di una macchina (simile ad un pianoforte) secondo un sistema di “Stenografia Meccanizzata” che sta registrando le parole dell’intervento. A parte la specializzazione dell’addetto e il costo esorbitante che tale personaggio rappresenta sul groppone del cittadino, della quantità degli addetti a questo mestiere e dell’enorme tempo necessario a compiere la registrazione (fanno un massimo di 2 ore ciascuno e guadagnano quanto 10/15 operai specializzati); sorprende come nonostante esistano grandi e moderni mezzi di comunicazione, che il mondo adopera, noi ancora registriamo i discorsi su carta su base interpretativa di un addetto alla funzione. Il cui testo “diventa Legge” anche se le parole dette in diretta qualche volta sono diverse. Ciò avviene senza poter cogliere le sfumature di un discorso che spesso sono più importanti della grammatica utilizzata. Oggi questo è intollerabile e mostruosamente costoso. Pensare che tutta l’attività svolta in Parlamento, per esempio in un mese, è registrabile su una “RAM” (acronimo di Random Access Memory ovvero memoria di accesso casuale) grande come un pacchetto di sigarette e trasferibile alla bisogna in tutto il mondo in frazione di secondi, inalienabile e consultabile tutte le volte che si vuole. Riscontrare questo rattrista il cittadino pensando che esistono sistemi che trasferiscono i discorsi verbali automaticamente su carta (alla bisogna). In ambienti privati d evoluti si detta al microfono una lettera o un atto notarile e il Computer stampa il documento (non occorre scrivere). Mille esempi di questi si possono fare per dimostrare l’arretratezza dell’impianto Statale rispetto alla modernità che avanza a grandi passi. La mente di tutti corre agli uffici pubblici: i Commissariati, i Posti di vigilanza, i Tribunali, gli Uffici Comunali e regionali etc.

Viviamo con gli “Iter” e princìpi costituzionali che derivano dalla nostra meravigliosa Costituzione dei grandi “Padri Fondatori” ma che tra poco avrà oltre cent’anni di anzianità. È stata magistralmente concepita al tempo in cui ci si muoveva con i cavalli e le carrozze e che logicamente richiede degli aggiornamenti che la Politica oggi non riesce a produrre in maniera autonoma. Sono cinquant’anni che i Governi che si succedono non riescono a generare in Parlamento un testo approvato. Gli sforzi di alcuni vengono vanificati da altri attraverso Referendum, ricorsi al TAR, Consiglio di Stato, Cassazione, Corte Costituzionale, Italia Nostra, Sindacati, Fai, “NoTav”, Centri Sociali e mille altri Enti, Uffici e Partitini vari. I contrasti vengono da tutte le parti perché ognuno non vuole che l’altro passi alla storia come l’eroe che è riuscito a cambiare la Costituzione o promulgare una Legge-Quadro

Purtroppo oggi la Politica viene da tutti intesa non come “L’arte nobile dell’agire per conto del popolo e nel suo interesse”, ma bensì come l’obbligo di non far fare quello che il Governo in carica vuol fare” e sistematicamente “Fare di tutto per mandarlo a casa”.

Una volta poi che l’oppositore viene rieletto al Governo, fa di tutto perché non si approvi nulla ed agisce come un crociato che abbia il compito di mandare a casa l’avversario politico al Governo anche alienando tutto ciò che il precedente ha approvato, questo senza analisi critica.

Sorge spontanea una domanda: “ma al popolo chi ci pensa e quando?” Ecco che chi può si ammoderna in contatto con il mondo esterno e chi è costretto a seguire il carrozzone pubblico arretra ogni giorno di un passo rispetto al mondo che lo circonda e che avanza.

Intanto il lavoro manca, i giovani scalpitano e non trovando impiego vanno all’estero e spesso incappano in guerre fratricide e interne, esondano poveri derelitti (Migranti) desiderosi di assaporare la libertà e la dignità del mondo occidentale; ciò spesso comporta malauguratamente rischio di morte. Questi derelitti vengono nella nostra Italia per invadere speranzosi anche l’Europa. Gli industriali o coloro che dispongono di mezzi, certamente non investono in una nazione arretrata perché senza certezza di Giustizia e di pena dopo sentenza e per le regole obsolete e ridondanti di orpelli burocratici e incomprensibili (per fare una semplice dichiarazione di redditi occorre lo specialista e non si sa mai se essa si fiscalmente corretta oppure impugnabile). Tutto è in attesa da anni ed anni; per avere una sentenza civile in un contenzioso passano lustri. Gli operatori economici del mondo “non investono oppure vanno via dall’Italia verso siti più economici e stabili”.

Il rapporto sindacale e la Giustizia del lavoro, così come sono oggi, andavano bene 50 anni fa. Oggi in clima di crisi generalizzata con la disoccupazione alle stelle, con la crisi bancaria e finanziaria (per cui mancano finanziamenti e liquidità), con lo Stato che non fa più da decenni serie opere di infrastruttura ed investimenti adeguati, è destinato alla demolizione; non va più bene così com’è e tutti ormai se ne sono accorti, “tranne i Partiti”. Il popolo chiede un adattamento alla realtà del mondo che cambia. La risposta del sociale è fatta di scioperi e richieste di diritti impossibili da mantenere quando le aziende che non guadagnano chiudono e gli industriali vanno via (Marchionne, Alitalia, Acciaierie, e Fiat sono esempi di distruzione economica).

Va rimarcato che gli Enti e le società parastatali che non fanno reddito sono inesorabilmente destinate al fallimento voglia o no il Partito di riferimento questo succederà. Il lavoro nero, il caporalato in campagna, l’aumento della delinquenza (purtroppo chi ha fame si procura da mangiare con ogni mezzo) tolgono la possibilità di operare in questo mondo che non ha regole chiare in cui chi opera in correttezza è sovrastato da chi fa illecita concorrenza perché non paga i contributi o si avvale di clandestini, che non fa le dovute dichiarazioni fiscali etc. Per non parlare di Camorra, Ndrangheta, Mafia etc., che oltre alla loro imposta corruzione, intimidiscono le Istituzioni e gli esercenti stordendo il povero cittadino con concussione, pizzo, vessazione etc.

Un tema di grande importanza è rappresentato dal caso dell’esercito di” Pensionati ancora validissimi e disponibilissimi a lavorare, pregni di esperienza nel singolo lavoro che invece vanno a passeggiare il cane ai giardinetti, quando in loro alberga una capacità ed esperienza gigantesca (Mamma mia che grande spreco). Altro caso di errore sociale è rappresentato dal danno voluto dal Movimento 5Stelle che ha imposto il “Reddito di Cittadinanza” che, oltre a rappresentare un costo esorbitante per la socialità, sta abituando la gente al NON LAVORO. Ci vorranno anni ed anni per tornare ai livelli occupazionali del passato.

Ora è tempo di parlare di RIFORME per adeguare la nazione al futuro che ci aspetta puntando al rilancio del lavoro e della produzione. Ci sono mille proposte legislative per riproporre questi temi, si sentono mille illustri politici, giuslavoristi, improvvisati datori di lavoro, professori universitari di grido, specialisti delle consulenze, etc. parlare di ipotesi di rilancio e tecniche di assunzione sofisticate (Voucher e Reddito di Cittadinanza docet) per aumentare i posti di lavoro. Ognuno pare abbia una formula risolutiva, il Governo pasticcia, mille leggine e decretucci invadono le Commissioni Governative con  rilancio nei Media che prevedono norme attuative che si alternano bocciandosi una con l‘altra. Passa il tempo e la crisi rimane aggravata dalla Pandemia del Covid-19 e sue conseguenze intanto la disoccupazione aumenta, il PIL non cresce e rimane strisciante e generalizzato il malumore che alimenta il “Populismo” di coloro che sulla crisi ci vanno a “Surf” come alcuni partiti che amano sguazzare nelle difficoltà del paese.

L’accrescimento dei posti di lavoro si crea sia con provvedimenti dello Stato che, per la maggior parte, azioni e programmi del Sistema Privato. Lo Stato impegna il denaro dei contribuenti il Privato invece il proprio. L’aumento dei posti di lavoro dello Stato è quasi sempre seguito da un aggravio di Tasse sul povero contribuente; mentre sono i posti di lavoro privati la vera ricchezza per tutti.

Il compito dello Stato deve essere quello di migliorare la spesa utilizzando la emissione di prestiti (BOT,CCT etc.) e gli interventi Europei (Recovery Plan etc.) per realizzare opere infrastrutturali e spese per investimenti produttivi, non certo per assistenze passive e oneri sociali.   Infatti i fatturati del maggior lavoro prodotto dalle imprese (pubbliche e private) accrescono il PIL Nazionale, ed automaticamente creano un giro di affari diretto (Privati) ed indiretto (lo Stato), creando la liquidità per pagare le contribuzioni pubbliche (Inps, Inail etc.) aumentando gli investimenti ed i servizi (trasporti, sociali, etc.) e dando lavoro a moltissime altre aziende del loro “Indotto”. E’ stato sperimentato che il lavoro non si crea con il Reddito di Cittadinanza o con le assistenze gratuite.

Ogni iniziativa del Governo quindi deve essere orientata a sviluppare in prevalenza il settore privato formato da milioni di imprenditori, fabbriche, lavoro autonomo, Partite IVA, Artigiani, attività agricole etc. oltre che le opere pubbliche produttive. Si ma come ??  Togliendo lacci e lacciuoli all’intrapresa pubblica e privata, complicazioni burocratiche ed intralci, corsi e ricorsi di chi agisce solo per intralciare il lavoro a chi vuole intraprendere; questo agevolando il credito bancario, le infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti etc.) ed abbassando il regime di tassazione (Quello Italiano è tra i più alti d’Europa), ovviamente semplificando la burocrazia, riducendo il cuneo finanziario sul lavoro dei dipendenti (oggi troppo elevato) creando il dialogo col sindacato e non l’urto (sia il Sindacato che il Padronato hanno e devono avere lo stesso obiettivo: “La salute economica della Azienda”). Non esisterà mai un buon imprenditore che faccia a meno di una sua maestranza qualificata; se ne ha di bisogno se la coccolerà sempre. Va tenuto conto che le società private che operano in Italia si misurano in milioni di entità numerica ed anche un lavoratore assunto per cadauna società formerebbe milioni di assunzioni. Le imprese hanno bisogno solo di una cosa: LE COMMESSE DI LAVORO”. Ottenuto questo loro sanno come lavorare e trarre profitto non lo sa né il sindacato né lo Stato.

Se lo Stato incassa dall’Erario 100 Euro (a titolo rappresentativo) e spende più di 100 Euro, non avrà mai possibilità di investire. Dato che è quasi impossibile incassare di più (aumento delle tasse) non rimane che spendere meno ed in maniera più razionale facendo solamente investimenti produttivi. Bisogna abbattere costi, migliorare la qualità dei servizi al cittadino, eliminare le ridondanze, ottimizzare la spesa cercando recuperi e qualità migliori del personale dipendente (valutare il merito e non l’appartenenza), togliere le scorie come Enti e Società inutili o Assistenze Parassitarie, eliminare le sacche di inefficienza, combattere davvero la delinquenza ed i parassiti di Stato ma soprattutto riformando la Magistratura eliminando le sacche di politicizzazione.

Questa sembra possa essere l’unica strada percorribile. Ogni recupero economico-finanziario proveniente da questi atteggiamenti virtuosi dello Stato, deve trasformarsi in opere ed investimenti. Bisogna cambiare il sistema degli appalti modificando il criterio della “miglior offerta a ribasso” e valutando l’offerta migliore (valutazione tecnico-economica e temporale migliore) per l’amministrazione dello Stato (l’offerta più bassa agevola chi non paga le tasse, chi fa lavoro nero e che intrallazza e fa sleale concorrenza trovando ogni espediente per poi non rimettere, anche corrompendo e imbrogliando).

Ad esempio se una opera pubblica (Es. un ospedale) che comporta un investimento di 100 Euro, diventa Appalto per terzi, rientrerà allo Stato una somma enorme (forse intorno al 70% dell’importo stanziato). Questo recupero avviene in forme varie:

-Contribuzioni previdenziali ed assicurative sul personale direttamente o indirettamente coinvolto (sub appalti e forniture) con l’opera da costruire;

-La spesa di ciascun lavoratore impegnato nel lavoro (consumi);

-IVA sugli acquisti e sulle vendite anche dell’Indotto;

-Trasporti (autostrade, bolli, carburanti etc.);

-Affitti, Consulenti, istruttori, medici etc.;

-Materie Prime (acciaio, legno, materiale elettrico etc. su cui grava IVA e trasporto che in parte tornano allo Stato secondo la equazione (guadagni=reddito=tasse);

-Combustibili per forni, mezzi di cantiere e privati d’impresa ed altro ancora (accise e tasse).
-Salari e stipendi che in fine diventano spese delle famiglie con incremento di produzione e consumi per tutti.

È ovvio che aumentando il PIL nazionale scende il peso percentuale del debito pubblico migliorando i rapporti internazionali sulla valuta, sui valori delle quotazioni con benessere per tutti e con maggiori consumi. Nel tempo il famoso SPRED si abbasserà fino a diventare “O”.

In buona sostanza si dovrà cambiare obiettivo primario dei legislatori spostandolo sulla “Creazione di Commesse” per gli imprenditori pubblici e privati, italiani o stranieri che operano in Italia o italiani che operano all’estero (gli esportatori come moda, vini, etc.). Non va dimenticato che l’Italia ha Ambasciate e Consolati in gran parte del mondo e, tra gli altri compiti nobilissimi ed importanti, gli Ambasciatori devono avere come umile obiettivo quello di promuovere, agevolare ed assistere gli uomini delle imprese italiane ed i loro prodotti importati nel paese estero. Le esportazioni dei nostri prodotti sono il toccasana per le nostre industrie e per l’“Italian Style”.

Il cambiamento avvenuto in tutti noi e nelle nostre abitudini in questi ultimi 50 anni, non è avvenuto purtroppo nella burocrazia dello Stato che ha mantenuto procedure barocche ed obsolete che vanno smantellate ed in parte sostituite da sistemi moderni rapidi ed efficaci (abbiamo in Italia oltre 100.000 leggi e leggine contro la media di circa 40.000 degli altri paesi europei). Pensiamo per un momento ai tribunali (sistemi di registrazione, di archivio, di scritture etc.), agli ospedali, ad alcune strutture civili e militari inutili, alle Regioni che vanno trasformate in Macroregioni (non più di 10/12 in totale). La Basilicata è Regione con pochissimi abitanti di cui la metà sono dipendenti pubblici o di società partecipate dallo Stato. Pensiamo alle Provincie (che vanno eliminate per davvero per lasciare il posto ai consorzi di città), alle società partecipate dei comuni (ricettacolo di ex politici trombati e amici di amici), Ministeri (massimo 10) e strutture ministeriali da ridurre drasticamente (auto blu, portaborse, galoppini, consulenti, custodi museali, forestali, lavori socialmente utili, etc.), falsi Istituti di formazione (stipendi per ex sindacalisti inesperti e corrotti), Cnel (doppione delle commissioni parlamentari), Centri Sociali che di sociale non hanno niente e che sono abili formatori di manifestazioni violente. Volontariato finto che non è volontariato ma assistenzialismo e basta (senza nulla togliere agli eroi messi in campo nelle disgrazie recenti come Pandemia, Terremoti ed Alluvioni etc. etc. e le tante ONG eroiche esistenti che sono un orgoglio nazionale) etc.

A questo punto il Parlamento va ridotto ad un massimo di 100 Senatori e 200 Onorevoli. I Partiti dovrebbero parlare di questi esposti temi giganteschi piuttosto di chi sarà il segretario del PD o di Berlusconi si o Berlusconi no, di Emiliano se vincerà o no le primarie del PD, se il padre di Renzi sarà implicato o no nel Roma-Capitale, se Fini farà la fine del sorcio o tornerà in Politica, cosa faranno Tizio e Caio con il loro nuovo partito, dei partitini che nascono come i funghi etc…etc, Cose queste che non finiranno mai di annoiare il popolo e distaccarlo sempre più dalla Politica, mentre il “Mondo Globale” va verso il Futuro e noi scendiamo sempre più in basso nella graduatoria delle nazioni più industrializzate dove una volta eravamo al 6° o 7° posto.

Oggi i nostri giovani non guardano più la televisione tradizionale e non leggono i giornali. I più evoluti si informano sul WEB e seguono i Network internazionali, leggono direttamente ciò che ha detto Draghi, Biden, Trump o Putin; parlano l’inglese, fanno i corsi Master a Londra e girano il mondo. Se la Classe Dirigente pubblica e privata non dovesse accorgersi in tempo del baratro che l’Italia ha davanti, i nostri giovani li perderemo ed a noi rimarranno soltanto: una pletora di disperati disoccupati, figli del Reddito di Cittadinanza, uomini incapaci di adoperare il cellulare, di extra comunitari (Migranti) da ambientalizzare e vecchi….tanti vecchi pensionati e non che purtroppo i governanti fanno contare sempre troppo poco (energia vitale ed esperienza così perduta).

Va fatta una invocazione ai Signori Sindacati: “Adeguate le strutture e le idee alla realtà, sedetevi affianco ai datori di lavoro (pubblico o privato) e non di fronte e collaborate a far sì che esista un “Contratto Unico Nazionale del Lavoro” che garantisca i minimi a tutti i lavoratori (chi non lo rispetta incorre in reato penale con condanna esemplare) ma lasciate libera la trattazione locale (anche azienda per azienda) purché vengano assolutamente immutate le condizioni minime del Contratto Nazionale. Servire il lavoratore nei suoi bisogni vuol dire curare i suoi interessi non quelli del Partito di appartenenza.

Va fatto un ulteriore appello ai Capi Partito: “ Lasciate il timone in mano ai giovani, ai politici istruiti, acculturati, pratici di tecnologie moderne e conoscitori dei temi e sistemi di comunicazione; selezionate i candidati in base alla statura umana, la passione politica e professionalità, la quantità di spirito di servizio. Guidateli dall’esterno fornendo la vostra sapienza ed esperienza ma lasciategli la guida della Burocrazia. Create delle priorità lasciando gli orpelli e le ridondanze per approvare riforme ed investimenti. Anziché ignorare  coloro che sono stati eletti dal popolo e che costituiscono la “Maggioranza”. Aiutateli ad intraprendere strade giuste e provvedimenti condivisi ricordandovi che se esiste una maggioranza, le minoranze devono sottoporre le proprie idee certo, ma devono accettare le decisioni prese a maggioranza.

Moretta Antonio

(17.05.2021)  

Autore: Antonio Moretta

Professione: manager industriale (in pensione), attualmente scrittore di narrativa e consulente nel settore Energia nazionale ed internazionale; Lingue: Francese – Inglese; Codice Fiscale: MRTNTN40P30H501V Istruzione: • -1960 Scuola media superiore presso l’istituto tecnico industriale ITIOMF di Roma con specializzazione in meccanica di precisione; • -1962 Vincitore presso il Ministero della Pubblica Istruzione di Roma del pubblico concorso in “Produzione ed Organizzazione Industriale” tenuto presso la Alfa Romeo-SpA di Milano dipartimento direzione e pianificazione (Ing. Zeni) per circa 2 anni (borsista del Min. Pubblica Istruzione); • -1962 Corso studi universitari in Economia e Commercio presso l’università Cattolica del Sacro Cuore in Milano; • -1986 Laurea PHD Doctor H.C. in “Scienze Economiche” presso la Kensighton University di Los Angeles, USA (Università Italo-americana); Esperienze professionali: 1963 Ufficiale dell’Esercito Italiano (Pionieri di Fanteria), ad oggi Capitano della Riserva; 1964 -1967 Direttore della SAIRA S.p.A., Verona (gruppo Maccaferri) nello stabilimento industriale meccanico IOMSA in Roma; 1967-1968 Direttore della MERA S.p.A. (gruppo Guardiano) in Ragusa specializzata nella costruzione delle strutture metalliche, tanks e boilers; 1968 - 1971 Direttore Tecnico della Sicilprofilati S.p.A. (gruppo Italimprese) nello stabilimento di Catania (strutture metalliche e prefabbricati civili ed industriali); 1972 Direttore Generale della Sicilprofilati S.p.A. di Catania (dirigente industriale dal 1972); 1972 - 1979 Amministratore Delegato della IMPA S.p.A. (gruppo Italimprese) in Catania e co-fondatore della Società e progettista dello stabilimento industriale della V strada in CT; 1979 - 1988 Amministratore delegato e Consigliere di Amministrazione della IMPA S.p.A. in Catania. La società è una grande industria i cui prodotti sono: impianti petrolchimici “In” and “Off-shore”, carrozze ferroviarie, locomotive elettriche da treno, CTE (Centrali Termoelettriche) ed impianti termoelettrici e nucleari, caldarerie, strutture pesanti e leggere per edifici multipiano e ponti a tecnologia avanzata, strade, ecc..), capitale sociale della società pari a 37 Miliardi di Lire, dipendenti fino a 1400 in Italia ed all’Estero; 1989 - 1992 General Manager del gruppo Italimprese S.p.A. di Roma, (Holding proprietaria anche delle società ITIN S.p.A., COGEI S.p.A., SACMA S.p.A., SAEM S.p.A. etc.); capitale sociale 165,2 Miliardi di Lire e n° 3000 dipendenti nelle società possedute (Turn-over annuale di Lit. 350 Miliardi); 1993 -1996 Consigliere della ITIN Italimprese Industrie S.p.A. di Roma (appartenente alla Holding Italimprese); 1995 - 1997 Consulente per la direzione strategica e commerciale nazionale ed estera della SIME S.p.A. di Roma (Montaggi elettrici, Linee di trasmissione elettrica, stazioni e sottostazioni elettriche); Consulente per la direzione strategica e direzione commerciale nazionale ed estera della A. Marinelli S.r.l. di Napoli associata alla Siemens tedesca (linee di trasmissione elettrica, montaggi elettrici, quadristica ecc.) in società ha tenuto anche il ruolo di Consigliere del C.d.A; Fino al 1997 Consigliere della ITIN-FRANCE (Francia) realizzatrice di diversi lavori per Euro Disney del tipo impiantistico e strutturale e centrali Elettronucleari (SUPERPHOENIX DI Lione FR); Fino al 1997 Presidente del Consorzio ITALBO (Italimprese SPA di Roma e Bosco SPA di Terni) operante sul territorio italiano per Grandi Carpenterie;

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