Risposta alla domanda: “Si potrebbe mandare una sonda in un BUCO NERO dell’Universo?”.

L’Universo, secondo accreditate tesi scientifiche, nasce dalla esplosione di un Buco Nero. Spesso ci si domanda perché la NASA non studia un programma che preveda l’invio di una Sonda dentro un “Buco Nero” per capirne meglio il suo funzionamento e avere maggiori notizie sulla nostra esistenza.

Mi spiego con un esempio ispirato dalla lettura di alcuni articoli di Lucas Curtis (Insegnante di Scienza in Atenei USA)che ha dato il suo ponderato parere e che qui cerco di sintetizzare per i curiosi come me.

Immaginiamo che dalla porta di casa mia ci sia una stazione di benzina a circa 400 metri lungo la strada. Ora supponiamo che il nostro pianeta Terra sia sulla mia porta di casa e che il più vicino “Buco Nero” più vicino a noi (recentemente osservato dopo decenni di sondaggi con una rete di Osservatori sparsi sul Pianeta) sia alla stazione di servizio.

Usando questo paragone, Voyager 1 (la sonda spaziale più lontana che il mondo dei voli interplanetari abbia mai inviato) è a soli 0,04 mm dalla porta di casa. Ci sono voluti quaranta anni per fare arrivare così lontano la sonda Voyager che ha coperto solo 0,04 mm di uno spazio infinito.

Un Primo motivo per cui la NASA non ha mai pensato di inviare una sonda in un Buco Nero è perché il Buco Nero più vicino a noi è di circa 1, 4 milioni di volte più lontano di qualsiasi cosa che l’uomo abbia mai lanciato dalla Terra verso l’Universo.

Un Secondo serio motivo è rappresentato dal fatto che se in qualche modo (non ipotizzabile) potessimo far viaggiare una Sonda Spaziale alla velocità della luce (N.B. la sua velocità è 300.000 Chilometri al secondo) sarebbero necessari 1800 anni per raggiungere il Buco Nero conosciuto più vicino a noi.

Ovviamente nessuno tra coloro che avrebbero effettuato il lancio della Sonda, sarebbe vivo per vederla raggiungere il suo obiettivo. Tra l’altro l’umanità tra 1.800 anni potrebbe non essere nemmeno in giro per il Pianeta terra per vedere la Sonda raggiungere il Buco Nero. Va rilevato che il segnale di ritorno (nella ipotesi immaginari) avverrebbe sempre alla velocità della luce ed occorrerebbero altri 1.8000 per captare i segnali sulla Terra. Ovvero dal lancio all’arrivo del segnale di ritorno correrebbero 3.600 anni.

Un Terzo buon motivo è che noi non possiamo mandare nulla e nessuno così in fretta (Velocità della luce) Ergo noi non possiamo andare da nessuna parte così lontano.

Un Quarto motivo valido per sancire la impossibilità di organizzare un viaggio verso il Buco Nero è rappresentato dall’eventuale combustibile necessario per organizzare il volo ipotetico. Occorrerebbe un motore più potente ed efficace di quello che oggi l’umanità dispone o sta immaginando di creare; ed anche una enorme energia per le trasmissioni per un tempo così lungo (3.600 anni).

In buona sostanza occorre una efficienza che non è neanche stata sognata oggi. Neanche con la più fervida immaginazione si può ideare oggi qualcosa che si possa avvicinare a ciò che servirebbe per fare un viaggio da noi al più vocino Buco Nero conosciuto. L’ordine di misura del tempo necessario per arrivarci (coi mezzi oggi immaginabili) potrebbe aggirarsi intorno ai 10.000 anni.

Cercando e scrutando l’Universo potremmo anche trovare un Buco Nero molto più vicino di quello oggi conosciuto, che potrebbe essere presumibilmente raggiungibile forse entro altri 1.000 anni (a titolo di mero esempio). Sicuramente potremmo inviare una sonda indirizzata a quell’obiettivo, ma ci troveremmo difronte ad un tema insormontabile: “La Sonda e la sua luce/energia verrebbero catturate e nulla potrebbe in nessun modo sfuggire, perché tutto ciò che ingoia il Buco Nero non può in nessun modo uscire”. Quindi, una volta che la Sonda attraversa l’orizzonte degli eventi, non potrebbe mai inviare dati sulla Terra (che comunque ci metterebbero altri 1.800 anni a ritornare) né potrebbe sfuggire al Buco Nero stesso, quindi scomparire.

Molte altre sarebbero le difficoltà ed i problemi da risolvere ma si ritiene che questi siano i motivi più importanti e irrisolvibili per cui la NASA (e nessuno) non pensa di tentare strade che possano inviare una Sonda in un Buco Nero.

Il nostro pianeta è una cosa così piccola/infinitesima se paragonata alla immensità dell’Universo. La vita sul nostro Pianeta è così labile che non riesco ad immaginare come la nostra umanità possa pensare a farsi la guerra (gli studiosi hanno calcolato che a memoria d’uomo sulla terra sono avvenute almeno 56.000 guerre) anziché convivere in pace e progredire. L’ uomo si contrasta con uccisioni fratricide, attentati, soprusi di ogni genere, terrorismo, violenza, sfruttamento e mille altre offese e contrasti di ogni genere e maniera invece di capire che il nostro Pianeta è un miracolo di equilibri (forse unici al mondo) tra mille variabili tutte delicatissime e soggette a cambiare di continuo che risentano dell’inquinamento e dei terrori offensivi delle azioni dell’uomo perpetrate tutti giorni ed in crescita esponenziale. Bestialità!!

Bisognerebbe pensare che basta una seria Epidemia trasformata come Pandemia a decimare la vita sul pianeta (Stiamo avendo le prime avvisaglie con il Covid-19 e sue varianti che ci obbligano a oltre 10 Miliardi di Vaccini e tragiche conseguenze) per produrre catastrofi umanitarie. A questo serio obiettivo dovremmo concentrare ogni sforzo umano per rendere possibile il mantenimento dell’equilibrio miracoloso in cui ci troviamo a vivere e fare di tutto per conservarcelo.

Va fatta una riflessione: “Se la vita media dell’uomo sul nostro pianeta oggi è di circa 70/75 anni e se immaginiamo che per qualche motivo (errori della Scienza, inquinamento, avvelenamenti, o altre diavolerie) non dovessero nascere più bambini al mondo; in questo caso tra meno di 100 anni il pianeta non avrebbe l’uomo sul suo suolo che sarebbe abitato solo da un mondo animale e vegetale tutto nuovo”.

DI QUESTO DOVREMMO PREOCCUPARCI COME PRIORITA’ ASSOLUTA E NON DI ALTRO!!

Antonio Moretta

(28.12.2021)

Autore: Dr. Antonio Moretta

Professione: manager industriale (in pensione), attualmente scrittore di narrativa e consulente nel settore Energia nazionale ed internazionale; nominato uno dei 20 "Saggi" della Regione Siciliana per la Presidenza della Regione e per la emanazione delle Leggi Regionali Lingue: Francese – Inglese; Codice Fiscale: MRTNTN40P30H501V Istruzione: • -1960 Scuola media superiore presso l’istituto tecnico industriale ITIOMF di Roma con specializzazione in meccanica di precisione; • -1962 Vincitore presso il Ministero della Pubblica Istruzione di Roma del pubblico concorso in “Produzione ed Organizzazione Industriale” tenuto presso la Alfa Romeo-SpA di Milano dipartimento direzione e pianificazione (Ing. Zeni) per circa 2 anni (borsista del Min. Pubblica Istruzione); • -1962 Corso studi universitari in Economia e Commercio presso l’università Cattolica del Sacro Cuore in Milano; • -1986 Laurea PHD Doctor H.C. in “Scienze Economiche” presso la Kensighton University di Los Angeles, USA (Università Italo-americana); Esperienze professionali: 1963 Ufficiale dell’Esercito Italiano (Pionieri di Fanteria), ad oggi Capitano della Riserva; 1964 -1967 Direttore della SAIRA S.p.A., Verona (gruppo Maccaferri) nello stabilimento industriale meccanico IOMSA in Roma; 1967-1968 Direttore della MERA S.p.A. (gruppo Guardiano) in Ragusa specializzata nella costruzione delle strutture metalliche, tanks e boilers; 1968 - 1971 Direttore Tecnico della Sicilprofilati S.p.A. (gruppo Italimprese) nello stabilimento di Catania (strutture metalliche e prefabbricati civili ed industriali); 1972 Direttore Generale della Sicilprofilati S.p.A. di Catania (dirigente industriale dal 1972); 1972 - 1979 Amministratore Delegato della IMPA S.p.A. (gruppo Italimprese) in Catania e co-fondatore della Società e progettista dello stabilimento industriale della V strada in CT; 1979 - 1988 Amministratore delegato e Consigliere di Amministrazione della IMPA S.p.A. in Catania. La società è una grande industria i cui prodotti sono: impianti petrolchimici “In” and “Off-shore”, carrozze ferroviarie, locomotive elettriche da treno, CTE (Centrali Termoelettriche) ed impianti termoelettrici e nucleari, caldarerie, strutture pesanti e leggere per edifici multipiano e ponti a tecnologia avanzata, strade, ecc..), capitale sociale della società pari a 37 Miliardi di Lire, dipendenti fino a 1400 in Italia ed all’Estero; 1989 - 1992 General Manager del gruppo Italimprese S.p.A. di Roma, (Holding proprietaria anche delle società ITIN S.p.A., COGEI S.p.A., SACMA S.p.A., SAEM S.p.A. etc.); capitale sociale 165,2 Miliardi di Lire e n° 3000 dipendenti nelle società possedute (Turn-over annuale di Lit. 350 Miliardi); 1993 -1996 Consigliere della ITIN Italimprese Industrie S.p.A. di Roma (appartenente alla Holding Italimprese); 1995 - 1997 Consulente per la direzione strategica e commerciale nazionale ed estera della SIME S.p.A. di Roma (Montaggi elettrici, Linee di trasmissione elettrica, stazioni e sottostazioni elettriche); Consulente per la direzione strategica e direzione commerciale nazionale ed estera della A. Marinelli S.r.l. di Napoli associata alla Siemens tedesca (linee di trasmissione elettrica, montaggi elettrici, quadristica ecc.) in società ha tenuto anche il ruolo di Consigliere del C.d.A; Fino al 1997 Consigliere della ITIN-FRANCE (Francia) realizzatrice di diversi lavori per Euro Disney del tipo impiantistico e strutturale e centrali Elettronucleari (SUPERPHOENIX DI Lione FR); Fino al 1997 Presidente del Consorzio ITALBO (Italimprese SPA di Roma e Bosco SPA di Terni) operante sul territorio italiano per Grandi Carpenterie;

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